La più grande fonte di misteri ma allo stesso tempo di ispirazione per tutti i ricercatori sia nel campo dell’astronomia che della fisica è senza alcun dubbio l’universo che ci circonda e allo stesso tempo ci accoglie, la bolla che contiene tutti i sistemi stellari esistenti infatti è ricca ancora di misteri, da ciò che succede dietro l’orizzonte degli eventi di un buco nero fino all’espansione dell’Universo, fenomeno da sempre colto e studiato ma di cui si sa ancora spaventosamente poco.

In questo contesto gioca un ruolo fondamentale la costante di Hubble, un valore espresso in chilometri al secondo per megaparsec, il quale ci consente di calcolare la velocità di espansione dell’Universo e di cui però non conosciamo il valore reale, possiamo calcolarlo con un’approssimazione e continua a cambiare di volta in volta.

Uno studio condotto dal gruppo di ricerca SH0ES (Supernova, H0, Equation of State of Dark Energy) guidato dal premio Nobel Adam G. Riess (Nobel per la fisica nel 2011 “per la scoperta dell’accelerazione dell’espansione dell’universo attraverso lo studio delle lontane supernovae“), ha stimato un nuovo valore della costante di Hubble, il quale si mostra più elevato rispetto a quanto pensassimo, sintomo che l’universo si espande ad una velocità superiore a quella prevista.

 

Lo studio, la parallasse e l’energia oscura

Per calcolare la nuova costante di Hubble sono state sfruttate un gruppo di stelle definiti Cefeidi, elette grazie alla loro luminosità che varia in modo molto regolare, da poche ore a 45 giorni, accostate a delle supernovae Ia, la quali invece raggiungono la medesima luminosità quando esplodono, la costanza e la ripetibilità di questi eventi li ha resi papabili come punti di riferimento per il calcolo delle distanze.

I dati forniti da questo studio hanno consentito al team di ricavare la più grande mole di informazioni mai viste, pensate che per raddoppiare questi dati Hubble dovrebbe continuare a raccogliere informazioni per ulteriori 30 anni.

Il nuovo valore della Costante di Hubble è pari a 73,04 ± 1.04 km s^−1 Mpc^−1, ovvero circa 73,04 più o meno 1 chilometro al secondo per megaparsec, un valore sostanzialmente molto più elevato rispetto a quello che era adoperato precedentemente, che era pari a 67,5 più o meno 0,5 chilometri al secondo per megaparsec.

Questo valore più elevato lascia intuire che l’universo si sta espandendo ad una velocità molto più elevata del previsto, fenomeno che le attuali leggi della fisica non ci consentono di spiegare fino in fondo, probabilmente perchè ancora non siamo stati in grado di spiegare a fondo tutta la fisica dietro l’energia oscura, la fonte di energia che dovrebbe fare da motore all’espansione dell’universo e che costituisce il 70% dell’energia totale contenuta, la cui però densità è estremamente bassa, parliamo di  7×10^-30 g/cm³, caratteristica che ci rende ancora impossibile il suo studio ma che di contro spiegherebbe perchè è così uniformemente distribuita nell’universo e perchè ne è appunto il motore di espansione.

Eduardo Bleve
Studente di medicina e da sempre appassionato di tecnologia, musica e curiosità scientifiche.