Un nuovo dispositivo indossabile, che ricorda molto un cerotto per le modalità d’applicazione, è in grado di analizzare lo stato di salute di chi lo indossa. Ad esempio, può rilevare se chi lo indossa ha bevuto, se è stanco, di cosa ha bisogno, e così via. Tutto grazie a questo piccolo dispositivo posizionato sul braccio.

Il dispositivo è un’idea degli ingegneri dell’Università della California a San Diego. Può monitorare continuamente una vasta gamma di parametri sanitari. Chi lo indossa non si accorgerà minimamente di avere un piccolo oggetto sulla propria pelle. In particolare, il cerotto tech monitora i livelli di glucosio, alcol e sangue, tutti insieme e contemporaneamente.

Questo tipo di tecnologie esistono già, ma sono spesso inglobate in dispositivi più grandi. Invece, il nuovo dispositivo funziona come un “laboratorio d’analisi indossabile e completo“, spiega Joseph Wang, uno degli autori della ricerca. Non è utile solo per chi lo indossa. Infatti, l’uso di questo dispositivo consentirebbe agli esperti di esaminare una varietà di fattori con una facilità fino ad ora mai raggiunta.

Dispositivo simile ad un cerotto con piccoli aghi per monitorare lo stato di salute

Il piccolo dispositivo ha le dimensioni di una pila di piccole monete e si attacca alla pelle con una toppa di minuscoli aghi, ciascuno dei quali è largo circa un quinto della larghezza di un capello umano. Gli aghi penetrano leggermente nella pelle e sfruttano gli appositi sensori per raccogliere informazioni su ciò che accade al corpo. I dati rilevati vengono trasferiti direttamente su un’applicazione per dispositivi mobile.

Al termine, il cerotto con micro aghi può essere rimosso. Può quindi essere riposto nella custodia riutilizzabile, che a sua volta può essere ricaricata. I ricercatori hanno testato l’attrezzatura su un piccolo gruppo di persone. La ricerca è descritta in un nuovo documento pubblicato sulla rivista Nature Biomedical Engineering.

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Procrastinatrice cronica e allo stesso tempo perfezionista. Innamorata perdutamente delle scienze umanistiche. Nel 2017 ho iniziato a lavorare per Tecnoandroid, riscoprendo e consolidando anche la passione per la tecnologia.