La NASA ha rilasciato alcune informazioni straordinarie riguardanti una coppia di buchi neri che è stata catturata da uno dei suoi telescopi spaziali. I più curiosi, gli appassionati e gli esperti del settore si chiedono da anni cos’altro c’è nell’universo e soprattutto cosa sono realmente i buchi neri. La NASA ha tentato di coglierne anche il suono.

Basato sul nuovo lavoro del Chandra X-ray Center dello Smithsonian Astrophysical Observatory, il suono emesso dai buchi neri dipende dal buco nero e dal modo in cui si ascolta. Lo spazio, in gran parte, non dispone di un mezzo per la trasmissione delle onde sonore. Tuttavia, il suono è solo un tipo di onda e la Nasa e il Chandra X-ray Center hanno costruito un catalogo di “suoni” celesti, prendendo le emissioni di oggetti spaziali osservati grazie a svariate componenti dell’elettromagnetismo. Il tentativo è quello di convertire i modelli in frequenze udibili a tutti.

Alcuni dei risultati ottenuti analizzando i buchi neri, e resi noti per il momento, includono i “suoni” del nucleo della nostra galassia, delle supernove e delle nebulose. In onore della Black Hole Week, la Nasa e il Chandra X-ray Center hanno condiviso due nuovi suoni che si avvicinano più possibile a quelli emessi da due buchi neri ben precisi. Il primo è il buco nero al centro della galassia Messier 84, distante 53 milioni di anni luce, che nel 2019 è diventato il primo buco nero ad essere filmato utilizzando l’Event Horizon Telescope. Lo studio del buco nero di Messier 84 include osservazioni a raggi X, luce visiva e onde radio, convertendo tutto in onde audio sorprendentemente armoniose ed eteree.

Buchi neri: i suoni che emettono secondo alcuni studi recenti ad opera della NASA

Il secondo buco nero esaminato è un’altra storia. Il buco nero nel cuore dell’ammasso di galassie di Perseo è diverso dalla maggior parte degli altri bersagli parte della ricerca. Si trova in una nuvola di gas caldo. In realtà genera increspature in quel gas più propriamente classificato come “suoni” rispetto ai raggi X di Messier 84, ad esempio.

Il trucco per la Nasa e il centro di Chandra è adattare il tono dei suoni del buco nero di Perseo alla gamma dell’udito umano. Pare sia stato necessario aumentare di un sorprendente 288 quadrilioni di volte il tono originale. I risultati sono molto diversi. Laddove Messier 84 era celestiale, il suono rilevato su Perseo è a volte discordante, oscuro e lamentoso. I risultati sono parte del programma Universe of Learning della Nasa, che mira a ispirare gli studenti a saperne di più su spazio, astronomia e fisica.

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Procrastinatrice cronica e allo stesso tempo perfezionista. Innamorata perdutamente delle scienze umanistiche. Nel 2017 ho iniziato a lavorare per Tecnoandroid, riscoprendo e consolidando anche la passione per la tecnologia.