Con il contesto pandemico che sembra dare finalmente i primi segni di cedimento, anche se non bisogna dare per scontata la vittoria, ora nelle paure degli italiani e del mondo intero sta prendendo posto una nuova patologia che ha fatto risorgere in tutti i fantasmi del passato, stiamo ovviamente parlando della nuova epatite che sta colpendo in via preferenziale i bambini in età pediatrica, scatenando segnalazioni e ricoveri a causa di infiammazioni del fegato acute che necessitavano di trattamento.

Una decina di segnalazioni, tre episodi confermati ed un trapianto di fegato, questo è il bollettino attuale segnalato dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri sui casi di epatite acuta di origine ignota in Italia.

L’organizzazione dei medici pediatri ha già dato la massima disponibilità al Ministro della Salute Speranza per l’attivazione di una linea di sorveglianza proprio per tenere sotto controllo i casi di epatite acuta nei bambini, dal momento che anche negli altri paesi i casi di questa patologia continuano a moltiplicarsi.

 

Patologia in rapida diffusione

Da qualche settimana le segnalazioni continuano a moltiplicarsi in diversi paesi, i primi episodi osservati nel Regno Unito sono stati seguiti poi da altri verificatisi in America, Danimarca, Paesi Bassi, Spagna e Italia, per un totale di 190 casi confermati.

In Italia le segnalazioni sono arrivate da otto regioni: Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana e Veneto, le altre invece (Campania, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Calabria e Puglia) per il momento hanno invece espressamente escluso segnalazioni preoccupanti.

In veneto sono sette i casi segnalati di epatite acuta di origine ignota, due dei quali unici attualmente ricoverati con età di 8 e 14 anni, gli altri cinque sono stati dimessi e sono tutti e sette accomunati da un’età compresa tra gli 0 e i 14 anni massimi.

Tutt’ora sono in corso le ricerche per capire l’agente eziologico responsabile della patologia, sono stati esclusi i classici virus associati all’epatite nelle sue forme A, B, C, D ed E, sono stati esclusi collegamenti con il vaccino anti Coronavirus (i bambini inglesi affetti non erano vaccinati contro il coronavirus), il principale indiziato è l’adenovirus, virus molto comune in età pediatrica.

VIASkyTg24
Eduardo Bleve
Studente di medicina e da sempre appassionato di tecnologia, musica e curiosità scientifiche.