Uno degli effetti indiretti della guerra in Ucraina che maggiormente sta martoriando la nostra nazione è senza dubbio l’aumento speculativo del costo dei carburanti, in appena una settimana le pompe di rifornimento hanno infatti segnato un aumento record nella storia, aumentando di oltre 50 centesimi in appena due settimane, con benzina e diesel arrivati a cifre mai viste prima.

Il Governo visto dunque il contesto decisamente pesante da gestire per le finanze delle varie famiglia ha deciso di intervenire per calmierare il prezzo dei carburanti attraverso un taglio sulle accise mosso da un’azione ben precisa e riguardante il surplus di IVA derivato dagli introiti dopo gli aumenti, vediamo di cosa si tratta.

 

Intervento a tempo ma modulabile

Il Governo ha dunque deciso di effettuare un intervento sulle accise che dovrebbe tradursi in un abbassamento del prezzo dei carburanti di circa 25 centesimi al litro, tale iniziativa è stata finanziata sommando l’extragettito dell’IVA sui carburanti nell’ultimo trimestre del 2021 (308,2 milioni di euro) e il “prelievo straordinario sui profitti straordinari” dei produttori di energia.

Tale misura sarà però valida solo fino alla fine del mese di Aprile, periodo al termine del quale il Governo intende nuovamente valutare quale sarà l’andamento del mercato e nel caso decidere se prolungare l’intervento ancora per evitare impennate improvvise dei prezzi.

Si tratta indubbiamente di un intervento importante ma che non ha trovato grandissimi consensi, soprattutto poiché ritenuto inadeguato e troppo basso, l’Unione Nazionale dei Consumatori ha ad esempio sottolineato come sarebbe stato necessario almeno il doppio del ribasso per poter far tornare il prezzo ai medesimi valori pre-guerra.

Eduardo Bleve
Studente di medicina e da sempre appassionato di tecnologia, musica e curiosità scientifiche.