Uno dei più grandi obiettivi della nostra epoca è senza dubbi quella di non dipendere più da fonti energetiche fossili, dannose sia per la salute umana tanto più per la salute del pianeta, ecco dunque perchè gli sforzi internazionali si stanno concentrando sulla ricerca di fonti alternative e principalmente sul nucleare, nel dettaglio la fusione, la stessa reazione che alimenta il Sole.

Sono tantissimi i progetti a cantiere, le cui informazioni poi verranno convogliate in ITER, progetto pilota ubicato in Francia a che farà da faro guida per una futura fusione commerciale, la quale è ancora lontana ma sia avvicina passo dopo passo.

Un altro passo lo ha segnato in questi giorni un reattore tokamak sferico ST40, che ha raggiunto la temperatura di ben 100 milioni di gradi Celsius, grazie al lavoro di Tokamak Energy, azienda inglese con sede a Oxford, la quale ha dovuto impiegare “appena” cinque anni e nemmeno 50 milioni di sterline, per arrivare a quello che è definibile come traguardo storico che, secondo Tokamak, “conferma ulteriormente come i tokamak sferici siano la soluzione migliore per la fornitura di energia da fusione commerciale pulita, sicura, a basso costo, scalabile e distribuibile a livello globale”.

 

7 Volte la temperatura del Sole

Nel dettaglio il reattore ha mantenuto stabile un plasma ad una temperatura di 7 volte quella del nucleo del Sole, un traguardo incredibile che segna passi in avanti sempre più importanti.

Questo reattore si è basato poi su una filosofia di uso e studio diversa dai classici Tokamak pubblici, i quali per l’appunto sono legati allo studio della fusione e dei problemi ad essa connessi, mentre ST40 ha indagato più sulla realizzazione di impianti piccoli, utili e in grado di fornire energia operativa e spendibile.

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