Ricordate l’app iPhone iBeer ? Per chi non lo sapesse iBeer è stata una delle prime applicazioni mai create per smartphone, essa era infatti presente sull’iPhone 3G e poi sul suo successo 3GS, in sostanza consisteva nella possibilità di far apparire a schermo l’immagine dinamica di un boccale di birra e poi simularne la bevuta.

L’app in questione è stata sostanzialmente la prima “Inutility” mai creata per un device, pensate tra l’altro che, inizialmente quando ancora il mondo degli smartphone era più phone che smart, l’app non sfruttava l’accelerometro del device, si trattava infatti di un video che simulava quanto vedevate, era l’utente che doveva sincronizzarsi con esso, scaricandolo ad un costo di 2,99 dollari, solo successivamente è arrivata l’apertura al mondo delle app e quindi la possibilità di usare l’accelerometro e di installare il tutto tramite iTunes.

 

Svelati i segreti dal suo creatore

A svelare i segreti dell’app per amanti della birra ci ha pensato direttamente il suo stesso creatore Steve Sheraton, in una recente intervista con Mel Magazine, il quale sostanzialmente ai tempi della creazione di iBeer era considerabile come un mago in difficoltà finanziarie, al quale però venne (di nuovo) l’idea giusta al momento giusto, il concetto alla base di iBeer era già stato messo in circolazione sempre in un’app da lui creata, parliamo E-spresso sul suo Palm Pilot, la quale non ebbe molto successo dal momento che i limiti della tecnologia la frenarono pesantemente.

Successivamente però, una volta arrivati gli iPhone con i display molto più colorati, Sheraton decise di riproporre il concetto applicato però alla birra, cosa che gli fece riscuotere un successo molto più elevato, talmente alto che nei giorni di punta arrivava a guadagnare anche 2.000 dollari al giorno, portandogli nelle casse alle volte anche oltre 20.000 dollari.

Eduardo Bleve
Studente di medicina e da sempre appassionato di tecnologia, musica e curiosità scientifiche.