Neuralink, una delle aziende di cui Elon Musk è amministratore delegato, è pronta a testare per la prima volta i chip pensati per essere impiantati nel cervello.

La startup si sta preparando a portare la sua ricerca sui chip alla fase successiva. Neuralink ha già condotto alcuni test su maiali e scimmie, compreso un esperimento riuscito che ha coinvolto un macaco di nove anni capace di giocare ai videogiochi usando solo la mente. L’azienda spera infine di utilizzare questa tecnologia per consentire la “simbiosi uomo-Intelligenza Artificiale“.

I primi studi sull’uomo probabilmente coinvolgeranno alcune persone con paralisi che utilizzeranno l’interfaccia di Neuralink per ottenere il controllo neurale diretto del cursore di un computer. “Lavorerai a stretto contatto con alcuni dei medici più innovativi e dei migliori ingegneri, oltre a lavorare con i primi partecipanti alla sperimentazione clinica di Neuralink!” questo l’annuncio ufficiale trapelato online in questi giorni.

In cambio, l’azienda offre “un’opportunità per cambiare il mondo e lavorare con alcuni degli esperti più intelligenti e talentuosi di diversi campi”. Il dispositivo realizzato da Neuralink ha le dimensioni di una moneta e può essere impiantato nel cranio con l’aiuto di un robot. Le prime applicazioni pratiche riguarderanno il trattamento di persone con disturbi e malattie cerebrali.

Neuralink pronta a dare il via alla fase di test dei nuovi chip impiantati nel cervello

Il noto miliardario, che dirige anche SpaceX e Tesla, afferma che il potenziale per il chip di Neuralink è quasi illimitato. “Potresti risolvere la cecità, potresti risolvere la paralisi, potresti risolvere l’udito”, ha dichiarato una presentazione aziendale nel 2020. “In futuro, sarai in grado di salvare e riprodurre i ricordi. Sembra un episodio di Black Mirror, potrai scaricare i ricordi in un nuovo corpo o nel un corpo di robot.”

Un documento del 2019 scritto dai ricercatori Neuralink descriveva un’interfaccia cervello-computer che utilizzava una serie di “fili di elettrodi piccoli e flessibili”, impiantati chirurgicamente nel cervello. Il dispositivo stesso ha “le dimensioni di una moneta” e apparentemente può sostituire un pezzo del cranio senza causare danni permanenti al cervello.

Le versioni future avranno una durata della batteria più lunga e saranno in grado di connettersi in modalità wireless allo smartphone di chi lo indossa. L’elenco recente di figure lavorative richieste dall’azienda è uno degli 84 post. Include posizioni di rilievo in robotica, nell’ambito software, nella cura degli animali e infine per quanto riguarda la chirurgia.

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Procrastinatrice cronica e allo stesso tempo perfezionista. Innamorata perdutamente delle scienze umanistiche. Nel 2017 ho iniziato a lavorare per Tecnoandroid, riscoprendo e consolidando anche la passione per la tecnologia.