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Tesla – Photo by Rafal Jedrzejek on Unsplash

Ormai si può minare tranquillamente con tutto, basta solo un po’ di fantasia e qualche competenza importante. Un esempio particolare? Un uomo che è riuscito a sfruttare la sua Tesla Model 3 in un modo alternativo, per minare per tre anni di fila riuscendo anche ad arrivare a guadagnare 800 dollari al mese, in medio 600 in realtà a causa delle fluttuazioni delle principali valute.

Come ha spiegato l’uomo, Siraj Raval, ha collegato la sua Tesla ad un inverter tramite una presa elettrica per alimentare effettivamente un computer. In tal senso, ha usato l’auto come alimentatore andando con molta probabilità ad invalidare la garanzia sulla batteria, programma che dura 8 anni. Si parla di un lavoro fatto per 20 ore ogni giorno e con un costo massimo di energia di 60 dollari.

 

Tesla per minare criptovalute

Cosa succede se invece si vuole usare esclusivamente una Tesla per minare senza computer aggiuntivi? Apparentemente molto poco. Ci sono infatti altre testimonianze in merito come quello di un rivenditore di auto. L’uomo in questione, nonostante abbia accesso al programma di ricarica gratuito a vita della sua vettura visto il suo acquisto fatto nel 2017, le operazioni non risultano redditizie visto che è arrivato a fare 2 dollari di criptovalute in 60 ore.

In tal senso non ha senso rischiare di rovinare un’auto molto più costosa invalidando appunto le varie garanzie di Tesla per un uso improprio per guadagnare letteralmente centesimi. D’altro canto, se con delle modifiche mirate si riesce a creare un sistema redditizio allora tutto cambia. Rimane il punto che minare le criptovalute è un problema dell’ambiente.