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Mancano solo 3 giorni alla conclusione dell’andata del campionato di Serie A 2021/22, prima stagione del triennio di diritti TV  concessi dalla Lega Calcio a Dazn e Tim. Una svolta che ha inevitabilmente fatto discutere, creato novità e disagi ma che, dopo i primi 4 mesi di competizione, sta portando le due realtà a tracciare una prima linea per tracciare con precisione quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’investimento di oltre 840 milioni euro a stagione.

Non sono stati 4 mesi facili per l’emittente che prima di tutto ha dovuto fare i conti con un gran numero di malfunzionamenti che hanno generato malcontento tra abbonati e utenti del gioco. La proposta di eliminare la cosiddetta “dual user” va vista da questo punto di vista, ma anche in questo caso anche il governo italiano è dovuto intervenire per chiedere chiarimenti e minacciare provvedimenti. In altre parole, i numeri non soddisfano i protagonisti di questo binomio, con l’investimento che rischia di rivelarsi, ad oggi, semplicemente non redditizio.

In questi giorni gli attriti tra Dazn e Tim si stanno addirittura intensificando. All’interno della società di telecomunicazioni, i vertici che erano stati promotori e firmatari dell’accordo sono saltati, o mancano. Il Cda di Telecom Italia spinge per chiedere a Dazn di rinegoziare l’accordo che prevedeva un esborso di 340 milioni di euro a stagione per tre anni. L’a Luigi Gubitosi ha ammesso di aver calcolato introiti calcistici e, con l’ingresso di Pietro Labriola nel Consiglio di Amministrazione, il suo addio si avvicina sempre di più. Quindi cosa può succedere adesso? Le strade che si propongono davanti alle aziende restano due.

Diverse opzioni da valutare

Il primo è quello di una rinegoziazione al ribasso dell’accordo in corso con Tim che potrebbe chiedere un grosso sconto fino a 80 milioni l’anno, sui 340 milioni pattuiti. Il secondo è il supporto, con una nuova trattativa, su una seconda piattaforma che possa ritrasmettere senza problemi il segnale Dazn e rilanciare la corsa agli abbonamenti.

L’unico vero concorrente di Dazn al momento dell’apertura delle buste della Lega Calcio era l’emittente satellitare Sky, che ha da tempo rimodellato i suoi pacchetti, ma che non ha dimenticato il calcio italiano. Ci sono vecchi attriti tra Comcast e Tim legati a infrastrutture e fibra ottica, ma un aiuto sui diritti tv della Serie A potrebbe facilitare la conciliazione. Il come, il quando e soprattutto il quanto restano i punti focali su cui districare questa matassa, ma a Rogoredo l’orecchio è teso e la mano pronta ad intervenire.