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Buone notizie per tutti coloro che sono soliti andare in affanno con il pagamento delle tasse e quindi ricevono regolarmente cartelle esattoriali di notifica. Mettersi in regola con l’Erario per alcuni non è mai stato facile e tutti i surplus dovuti a spese di spedizioni e costi di gestioni aumentano sempre gli importi da pagare. Finalmente però ci sono buone notizie in vista. Con la nuova Legge di Bilancio 2022, il contribuente in debito con il Fisco, avrà diritto al 6% di sconto sulle cartelle esattoriali. Ecco come richiederlo.

 

Cartelle esattoriali: la Legge di Bilancio 2022 dice addio all’aggio di riscossione

La nuova Legge di Bilancio 2022 ha apportato una modifica interessante al sistema fiscale di riscossione delle cartelle esattoriali. In pratica, dal 1° gennaio 2022, dirà addio all’aggio di riscossione. Ciò vuol dire che tale provvedimento eliminerà delle voci che sommate alle tasse evase aggiornano il conto da pagare all’Agenzia delle Entrate.

In pratica a far data 1 gennaio 2022 tutte le cartelle esattoriali saranno scontate. Quindi decurtate della somma pari al 6% dell’importo calcolata come spesa di recupero del debito fiscale al contribuente. Questo per adeguarsi alla sentenza della Corte Costituzionale di Giugno 2021.

Non verranno però eliminate dalle cartelle esattoriali due voci importanti. La prima riguarda le spese esecutive, mentre la seconda le spese di notifica della cartella. Nondimeno rimane positiva la notizia che sarà eliminato definitivamente l’aggio di riscossione.

A spiegare meglio la faccenda, che punterebbe a una ridistribuzione equa tra Stato e debitori del Fisco, è Raffaello Lupi, professore all’Università Tor Vergata di Roma. In merito alle cartelle esattoriali e al sistema di riscossione ha detto:

Con il sistema attuale si finisce per mettere a carico di chi soddisfa le richieste di Equitalia-Agenzia Entrate Riscossione i costi complessivi di mantenimento della macchina, a fronte di un costo vivo di recupero pari a quello della redazione e invio di una lettera. L’efficienza avrebbe invece richiesto valutazioni costi-benefici sull’avvio dell’esecuzione coattiva, col recupero in capo all’inadempiente anche delle spese vive di pignoramento e vendita, determinate in modo personalizzato.Prima di discutere su chi debba pagare il funzionamento di questi uffici, se l’erario in generale o i contribuenti morosi, occorre ripensarne radicalmente le funzioni“.

Intanto, milioni di italiani attendono la stangata del Fisco prevista proprio per Natale.

FONTEil Giornale