Coronavirus: stiamo andando incontro alla quarta ondata? Il pericolo è sempre più vicino

Dopo un periodo di pace, seppur parziale, la possibilità di una quarta ondata non è poi così lontana. A tal proposito il Prof. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha dichiarato: “Più che di quarta ondata parlerei di risalita dei casi, con modesto impatto in ambito ospedaliero, soprattutto per le terapie intensive. Criticità legate a over 50 non vaccinati e a organizzazione terze dosi“. Per fortuna però l’impatto ospedaliero “è quantitativamente inferiore rispetto al periodo in cui non c’erano i vaccini contro il Coronavirus ed è anche meno grave perché l’incremento maggiore è stato in area medica, non in terapia intensiva”. Ovviamente ciò non significa che non avremo più bisogno di proteggerci con le mascherine.

Coronavirus: cosa accadrà a breve?

Non manca di certo l’opinione di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all’università Cattolica di Roma. “A tutto questo si accoppia il fatto che siamo più mobili – ha aggiunto Ricciardi – usiamo meno le mascherine, stiamo meno attenti alla distanza di sicurezza, siamo tutti stanchi e quindi non siamo ligi sui comportamenti. Tutto questo fa rialzare la nuova ondata pandemica. Se continueremo a comportarci bene, se faremo prontamente le terze dosi di vaccino anti Covid, se cercheremo di gestire i test e il tracciamento nelle scuole in maniera adeguata, questa rimarrà un’ondata piccola e non travolgente come sta succedendo in altri Paesi”, ha evidenziato il docente.

Una parte delle responsabilità è attribuita poi a tutti coloro che ancora non hanno fatto il vaccino. Basti pensare che su oltre 7 milioni di persone, ben 2,5 contrari al siero anti-Coronavirus sono over 50. Ciò preoccupa particolarmente Cartabellotta, in quanto d’inverno la circolazione virale sarà più intensa a causa sia della stagione ma soprattutto per via della frequentazione di luoghi chiusi.