pfizer-astrazeneca-seconda-dose-pericolo

I numeri che caratterizzano la campagna di vaccinazione in Italia sono estremamente positivi, con quasi l’85% della popolazione idonea che ha completato il ciclo con prima dose e richiamo. Anche in vista dell’autunno e dell’inverno, le operazione ora si concentreranno per la somministrazione delle terza dosi di vaccino Pfizer.

 

Pfizer, perché sono possibili modifiche al vaccino

Gli attuali protocolli prevedono una priorità alla terza dose per i cittadini che hanno malattie pregresse, così come per gli anziani ed i residenti nelle RSA. La strategia del Ministero della Salute è quindi quella di tutelare con la protezione del vaccino quelle categorie che risultano più a rischio in caso di contagio da Covid.

La terza dose di Pfizer però ben presto arriverà anche al resto della popolazione. L’EMA già ha dato l’ok per l’ulteriore richiamo agli over 18. Le operazioni in questo caso dovrebbero partite tra il mese di Dicembre e quello di Gennaio.

Anche con un occhio alla campagna per le terze dosi, nelle prossime settimane potrebbe arrivare una novità molto importante per il vaccino Pfizer. I ricercatori di BioNtech, la società che collabora con Pfizer per la creazione e la distribuzione del vaccino, per la prima volta hanno aperto a possibili modifiche del farmaco nella sua parte genetica.

Le ipotetiche modifiche di Pfizer sarebbero strategiche per adattare il siero alle varianti più recenti del patogeno. Se la variante Delta è molto più infettiva ma coperta dalla protezione del vaccino, in futuro potrebbero sorgere varianti non compatibili con il farmaco. Il bisogno di un “aggiornamento” sarebbe quindi primario.