whatsapp-zuckerberg-signal-applicazioniApple minaccia di rimuovere Facebook e Instagram dal suo App Store. Le due piattaforme sono state utilizzate per vendere cameriere nelle Filippine e pare non siano intervenute come previsto.

I documenti interni di Facebook trapelati online di recente fanno riferimento anche a questo accaduto. Nei file si parla di azioni insufficienti da parte dell’azienda per impedire che attività così illegali e immorali avessero luogo. L’indagine di Facebook in seguito rivela che “alcune cameriere erano rinchiuse nelle loro case, senza cibo, costrette a prolungare i loro contratti a tempo indeterminato, non pagate e ripetutamente vendute ad altri datori di lavoro senza il loro consenso”.

Rilevati anche casi di aggressioni fisiche o sessuali. Nei documenti trapelati, Facebook parla dell’accaduto focalizzandosi per lo più sulle conseguenze con Apple. L’azienda dichiara che la rimozione dall’apple store implicherebbe la perdita di milioni di utenti.

Tre quarti di tutti i post problematici sono su Instagram. Mentre i collegamenti a siti di vendita del personale, per lo più cameriere, erano prevalentemente su Facebook. Secondo un’analisi condotta nel 2019, oltre il 60% del materiale incriminato proveniva dall’Arabia Saudita e un quarto dall’Egitto.

Le conseguenze per Facebook e Instagram dopo gli scandali sulla tratta di esseri umani

Alla fine l’azienda ha disabilitato oltre 1000 account ma, cosa preoccupante, solo il 2% dei contenuti problematici è stato segnalato dagli utenti. Facebook è stato criticato in passato per non essere abbastanza proattivo con le sue politiche di moderazione. Fa invece affidamento sulla sua base di utenti per evidenziare i problemi.

La società è a conoscenza del problema dal 2018 con quella che l’azienda definisce “servitù domestica” – definita come “una “forma di tratta di persone allo scopo di lavorare all’interno di abitazioni private attraverso l’uso della forza, frode, coercizione o inganno”. A tal punto che Facebook utilizzava un proprio acronimo (‘HEx‘, o ‘sfruttamento umano’).

Secondo quanto riferito, i documenti di Facebook suggerivano un programma pilota previsto quest’anno per colpire le filippine con messaggi pop-up e pubblicità che li avvertono sui pericoli del lavoro a livello internazionale. Non è chiaro se il programma sia mai iniziato.

Facebook ha dichiarato all’Associated Press: “Vietiamo lo sfruttamento umano senza mezzi termini. Combattiamo la tratta di esseri umani sulla nostra piattaforma da molti anni e il nostro obiettivo rimane impedire a chiunque cerchi di sfruttare gli altri di avere una casa sulla nostra piattaforma”. Questa notizia arriva in mezzo a una raffica di scandali riportati a seguito dell’informatrice Frances Haugen che ha fornito una raccolta di documenti, conosciuti colloquialmente come “Facebook Files”, al Wall Street Journal.