Il Consiglio dei Ministri dello scorso giovedì ha portato all’approvazione del cosiddetto “decreto fisco-lavoro“, che andrà ad intervenire in molti ambiti portando conferme o nuove normative in questi due campi.

Da essere un decreto incentrato sulla sicurezza dei lavoratori e sulle contromisure al lavoro nero, è in realtà divenuto molto più ampio, andando a toccare più ambiti che necessitavano disposizioni aggiornate e integrazioni.

A partire dalla conferma di due importanti misure a favore dei cittadini, quali l’ecobonus per l’acquisto di auto a minor impatto ambientale e il Reddito di Cittadinanza.

Ecobonus e Reddito di Cittadinanza, passando per lavoro nero e sicurezza: cosa c’è scritto nel nuovo decreto fisco-lavoro

Il nuovo decreto, su cui si è discusso molto a lungo con esiti incerti fino allo scorso giovedì, comprende anzitutto il rifinanziamento del Reddito di Cittadinanza, con l’integrazione di ulteriori 200 milioni di euro. Si tratta del terzo rifinanziamento dall’inizio dell’anno, e dovrebbe essere sufficiente a coprire la misura fino a fine 2021. In totale i provvedimenti hanno integrato 1,5 miliardi di euro, cui si aggiungono i 7,2 miliardi di “costi fissi”, stanziati per quest’anno.

Il Governo ha anche messo a disposizione 100 milioni di euro per riproporre l’ecobonus, di cui 65 milioni sono destinati a chi acquisterà auto con produzione di CO₂ inferiore ai 60 grammi per km (ossia un livello di emissioni estremamente basso).

Nell’ambito del lavoro, il corpo e le risorse a disposizione dell’INL (Ispettorato nazionale del lavoro) saranno aumentati con l’integrazione di 1024 nuove assunzioni e l’ampliamento delle competenze, per monitorare al meglio sulle situazioni di irregolarità dei lavoratori. E’ stato anche stabilito che qualora in un’azienda si riscontri almeno il 10% del personale in nero, questa rischia la sospensione dell’attività. Il limite precedente era invece del 20%.

Insieme a questi provvedimenti, sono state introdotte agevolazioni specifiche per alcune categorie di contributi da versare, le cui scadenze sono state prorogate o i cui pagamenti sono divenuti rateizzabili. A ciò si aggiunge il rifinanziamento della “cassa integrazione Covid-19”, il rinnovo dell’estensione dei congedi parentali e lo stanziamento delle somme necessarie a equiparare la quarantena Covid a malattia.

VIAIl Post