Siamo arrivati al punto focale: il Green pass è diventato ormai obbligatorio anche per i lavoratori e in alcuni luoghi dove prima non era necessario esibirlo. La questione che fu sollevata in merito solo qualche settimana fa da parte del gruppo di Fratelli d’Italia, arrivo anche al parlamento europeo dove l’eurodeputato Vincenzo Sofo chiese quasi fossero le azioni da intraprendere per “evitare la discriminazione e il rischio di esclusione sociale conseguenti le nuove disposizioni in materia di green pass stabilite dal governo italiano“.

In seguito però arrivo poi il via libera da parte del Consiglio dei Ministri per quanto riguarda l’estensione dell’obbligo del certificato verde, divenuto ufficiale proprio durante la giornata di ieri. Questo ha portato quindi alla reazione del gruppo di Giorgia Meloni, secondo cui andrebbe garantita “un’adeguata protezione dal pericolo di esclusione sociale“. Tutto ciò dovrebbe avvenire mostrando ostilità contro ogni forma di discriminazione, “anche attraverso misure di protezione giuridica per le potenziali vittime“.

 

Green pass e discriminazione: atto volontario secondo Sofo

Sofo crede che tale scelta sia volta “a compiere un volontario atto discriminatorio nei confronti di non vaccinati“. Una scelta che andrebbe secondo lui “in contrasto con i princìpi di lotta all’esclusione sociale e di non discriminazione“.

Ha aggiunto qualche parola anche Matteo Salvini che parla di tante incoerenze:

“Non puoi chiedere il green pass per andare a bere il caffè in piazza a Nerviano e poi far sbarcare 40mila immigrati senza muovere un dito, senza regole e senza limiti. Stiamo bussando a tutte le porte del ministero dell’Interno cercando il ministro, ma non lo troviamo”.