canone rai

Una delle imposte che il popolo italiano paga certamente più malvolentieri è senza dubbio alcuno il canone Rai, la tassa sulla TV ad uso privato ha spesso creato malcontento, sia per il fatto che nonostante si tratti appunto di un servizio a pagamento esso mostri pubblicità, sia per la politica di pagamento introdotta da Renzi che prevede il saldo dell’imposta direttamente nella bolletta dell’energia elettrica.

Ciononostante però, la entrate in casa Rai non sono mai arrivate ad un livello ritenuto adeguato dall’azienda, la quale sta cercando delle soluzioni per riuscire a combattere la costante diminuzione delle entrate nelle casse della rete pubblica che ad oggi ha visto un crollo pari a 700 milioni di euro.

In tal senso l’AD Rai ha varato quattro proposte per arginare la perdita, da egli descritte in tal modo: “quattro modeste proposte per invertire le dinamiche economiche e tentare di avvicinarsi alle best practice europee,  senza incidere sulle tasche degli italiani”.

 

La proposta shock su smartphone e tablet

L’AD Fuortes vuole rimettere in riga le casse della Rai, ecco dunque le sue quattro proposte:

  • Estensione del pagamento del canone Rai anche a coloro in possesso certificato di dispositivi multimediali diversi dalla TV (Smartphone e tablet)
  • Eliminazione della tassa sulla concessione del canone ordinario
  • Diminuzione del limite di afflusso pubblicitario per singola fascia dell’8%
  • Riconoscimento integrale delle risorse del canone, eliminando le trattenute da 110 milioni, finanziando il fondo per il pluralismo con altre risorse

La proposta che certamente desta maggiore scalpore riguarda quella inerente smartphone e tablet, ritenuta unica strada concreta per aumentare gli introiti ritenuti davvero troppo bassi, contestualizzandoli anche in virtù di altre realtà Europee quali Francia e Svizzera ove il canone si attesta a 138 euro e 312 euro l’anno rispettivamente, mentre in Italia si ferma a 90€.