I sistemi informatici della Regione Lazio, nella notte tra il 2 e 3 agosto, furono nuovamente vittime di attacchi cibernetichi i quali mandarono in tilt il sistema di prenotazione di vaccini, visite mediche e tutti i servizi sanitari offerti ai cittadini.

Il portale per la prenotazione del vaccino risultò essere fuori uso e secondo l’assessore alla santità Alessio D’Amato, il disagio era molto più grave del previsto. 

In quel momento i funzionari dei diversi settori si videro costretti ad operare attraverso email personali e attraverso profili social personali mentre la Procura di Roma aprì un‘indagine contro ignoti e tra le diverse accuse spiccano: finalità di terrorismo, accesso abusivo al sistema informatico, e ultimo ma non meno importante, tentata estorsione.

 

Attacco Hacker alla regione Lazio: cosa successe veramente

Il tentativo fu però smascherato dalla Polizia la quale, scrutando il Vpn scoprì che i criminali hanno utilizzarono le credenziali di un impiegato di Frosinone per accedere alla rete.

Ma non è tutto! Risulta che gli hacker si siano serviti di un software chiamato “Emotet” grazie al quale riuscirono ad ottenere il pieno controllo dei dati del sistema per eseguire dei veri e propri cyber- attacchi.

A questo punto però mancava solo l’operazione finale e cioè l’inserimento del ransomware che avrebbe criptato i dati personali in seguito utilizzati per il riscatto.

Tutta l’operazione era favorita anche dall’assenza del nuovo tipo di autenticazione a due fattori che richiede in tutti i software la conferma della propria identità tramite il ricevimento di un codice su numero di telefono o email personale.

Fortunatamente tutto ciò non riuscì, ma bisogna tenere sempre aggiornate tutte le caratteristiche dei sistemi al fine di non cadere in questi tranelli.