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L’Unione Europea punta alle full electric. Molti Paesi che ne fanno parte vanno verso lo stop dei motori endotermici. Addirittura, per il 2035 è previsto e caldamente consigliato l’addio alle auto diesel e benzina. Noi però non siamo così convinti e andiamo controcorrente, è vero, ma esistono alcuni validi motivi per non comprare le auto elettriche. Ovviamente non ce li siamo inventati noi. Scopriamo insieme quali sono e perché bannerebbero i mezzi considerati green.

 

Auto elettriche: 5 motivi dovrebbero tenervi lontani dalle full electric

Sono 5 i motivi che dovrebbero tenervi lontani dalle auto elettriche. Individuati proprio nei mezzi full electric, non permettono a chi vuole acquistare un veicolo nuovo di affidarsi a occhi chiusi a quelli eco green. Vediamoli uno per uno:

  1. Le colonnine di ricarica, ancora insufficienti e il costo di ricarica pubblica ancora troppo alto. Distribuite male sul territorio, non garantiscono la tranquillità di un viaggio lungo se percorso con un’auto elettrica. Di contro, le auto diesel e a benzina vantano stazioni di servizio in ogni dove. Inoltre i costi di una ricarica eseguita in una colonnina pubblica superano quelli di un pieno alle auto a motore endotermico. Infatti spesso andiamo oltre i 0,50 euro/kWh e a volte si raggiungono i 0,75 euro/kWh.
  2. I tempi di ricarica. A differenza di un’auto diesel o benzina dove un pieno dura all’incirca 5 minuti, ricaricare un’auto elettrica richiede diverse ore.
  3. L’autonomia è ancora ridicola. Le auto elettriche garantiscono con una ricarica completa al massimo 600 km di percorrenza se si tratta di modelli importanti quali berline o suv. Andando sulle utilitarie e city car scende a 120 km.
  4. Il prezzo è troppo alto. Se paragonate alle auto diesel e benzina dello stesso segmento, le auto elettriche costano molto di più. Inoltre gli ecoincentivi spesso non sono molto chiari e ridotti all’osso.
  5. Il peso eccessivo. Le auto elettriche pesano molto. Questo è dovuto alle batterie che montano e che sono sempre più sofisticate, ma anche sempre più pesanti.
FONTELa Gazzetta dello Sport