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Gran Bretagna ed Europa sono nel bel mezzo di una crisi carburante che segnala un punto di svolta imminente nel sistema energetico globale. I mercati nella loro forma attuale non sono in grado di risolvere questo grande problema.

Gli attuali aumenti dei prezzi sono un segnale di avvertimento di un cambiamento più profondo: un punto di svolta di proporzioni globali che richiede un approccio molto diverso dal solito. Sebbene non siano più ricche di risorse di combustibili fossili, il Regno Unito e l’Europa nel suo insieme rimangono comunque dipendenti da loro.

Questo ci ha portato ad una maggiore dipendenza geopolitica dalla Russia e a un futuro di crescenti e intrecciate crisi climatiche ed energetiche che amplificheranno la possibilità di innescare una serie di implicazioni che potrebbero danneggiare l’economia globale.

Carburante e luce in aumento

I prezzi all’ingrosso di carburante, gas ed elettricità stanno aumentando in tutta Europa, aumentando la prospettiva degli aumenti delle bollette.

I governi stanno cercando di trovare modi per limitare i costi per i consumatori poiché le scarse riserve di gas naturale rappresentano un altro potenziale problema, esponendo il continente a picchi di prezzo ancora maggiori e possibili carenze se è un inverno freddo.

Il ministro italiano per la transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha affermato che il governo sta adottando misure per mitigare i costi derivanti da “circostanze internazionali” e “per garantire che la transizione verso un’energia più sostenibile non penalizzi le famiglie“.

Gli analisti di S&P Global Platts affermano che i prezzi dell’elettricità sono aumentati a causa della forte domanda proveniente da luoghi come i data center e le auto elettriche, ma soprattutto a causa dell’aumento del prezzo del gas naturale utilizzato negli impianti di generazione.

L’esposizione delle società di servizi ai prezzi del gas naturale è aumentata poiché gli impianti a carbone ad alto contenuto di emissioni sono stati ritirati, mentre le società di servizi pubblici devono affrontare costi più elevati per le quote di carbonio richieste dal sistema di scambio delle emissioni dell’Unione europea, che mira a ridurre le emissioni di gas serra.