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Uno degli elementi collaterali che ha e sta caratterizzando la lotta al coronavirus è il fenomeno NoVax, la fazione di popolazione contraria ai vaccina sta infatti spesso facendo la voce grossa portano avanti teorie contro i vaccini che vedono questi ultimi come degli elementi dannosi per il popolo stesso, rifiutandosi dunque di ricorrere alla vaccinazione, unica arma reale contro il coronavirus.

Il teatro prescelto che ha dato luogo ai confronti tra NoVax è stato Telegram, numerosi sono i gruppi creati nel corso della pandemia all’interno dei quali i soggetti contro i vaccini si scambiavano opinioni e teorie a favore della malignità della vaccinazione.

Il più famoso in Italia si chiamava “Basta Dittatura”, un gruppo di stampo NoVax che portava avanti tesi anche contro il Green Pass, ritenuto anticostituzionale e discriminatorio, il passato però è d’obbligo, dal momento che ora se si prova ad accedere al gruppo Telegram restituisce la seguente dicitura: “Questo canale non può essere visualizzato perché ha violato i Termini di Servizio di Telegram

 

Chiuso ora e per sempre

All’interno di quella chat venivano coordinate le manifestazioni contro i vaccini non autorizzate, usando toni a dir poco minacciosi anche nei confronti di virologi e dottori, oltre che di ministri come quello degli esteri Luigi di Maio, tra l’altro erano stati pubblicati anche dati come indirizzi e numeri di telefono.

Tra i vari reati a detta del PM che si occupava del caso, Valentina Sellaroli, vi era l’istigazione alla violenza e ripetuta violazione della privacy.

Queste le dichiarazioni delle procura di Torino: “Il testo è stato trasmesso a una mail istituzionale di Telegram che si chiama ‘Collaborazione volontaria’ utilizzato dall’autorità giudiziaria per informare la struttura legale del social di quanto si richiede e si ritiene opportuno fare. Cioè chiuderla, oscurarla per fermare la deriva di annunci e pubblicazioni in un crescendo di toni minacciosi”.