Caricabatterie: addio alla porta USB e Lightning, il futuro è del Type-C

Ammettiamolo, siamo tutti sinceramente stanchi di dimenticare il proprio caricabatterie a casa e non avere nessuno intorno che abbia lo stesso attacco. Ad esempio, ci troviamo in una comitiva in cui tutti hanno l’iPhone, mentre noi (con il dispositivo scarico) possediamo un Samsung o Huawei. In questi casi non c’è alcuna soluzione, o almeno fino ad oggi (forse). Sembra infatti che la Commissione Europea abbia proposto un caricatore standardizzato per tutti i dispositivi elettronici: smartphone, tablet, altoparlanti e console portatili, fotocamere e cuffie.

L’obiettivo? Ridurre i rifiuti elettronici. Come? Rendendo lo standard di ricarica uguale per tutti i dispositivi nell’Unione Europea, utilizzando la porta USB di tipo C. Da questi sono esclusi gli auricolari wireless e gli smartwatch, “per motivi tecnici che riguardano le loro dimensioni, condizioni d’uso, etc“.

Con l’aumento del numero dei dispositivi, cresce anche il numero dei caricabatterie venduti che sono incompatibili o superflui” ha commentato Thierry Breton, commissario per il mercato interno. “Con la nostra proposta mettiamo fine a questa situazione. I consumatori europei potranno utilizzare un caricabatterie unico per tutti i dispositivi elettronici portatili: un passo importante per aumentare la comodità e ridurre i rifiuti.”

Caricabatterie: nella confezione non ci sarà più, ecco le novità

Inoltre, la Commissione Europea propone di separare la vendita dei caricabatterie da quella dei dispositivi, mantenendo comunque il cavo dati. In questo modo si risparmieranno “quasi mille tonnellate l’anno” di rifiuti elettronici.

Stando ai dati diffusi dalla Commissione, lo scorso anno sono stati venduti “circa 420 milioni di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici portatili” e in media ogni utente possiede tre caricabatterie di cui due usati regolarmente. Ogni anno, inoltre, vengono smaltiti 11 mila caricabatterie.

Nell’aria vi è anche l’idea di armonizzare la tecnologia di ricarica rapida, obbligando a usare il protocollo USB Power Delivery (PD), allo scopo di “evitare che i produttori limitino senza motivo la velocità di ricarica“. In questo modo si risparmieranno 250 milioni di euro all’anno.

Tutto questo però sta mettendo in crisi Apple (che si serve della porta Lightning), la quale ha detto di essere “preoccupata che una regolamentazione severa che obbliga a un solo tipo di connettore ostacoli l’innovazione anziché incoraggiarla, il che danneggerà i consumatori europei e del resto del mondo“.