USB-C commissione europea

La Commissione Europea sta spingendo per adeguare tutti gli smartphone e similari ad un’unica tipologia di connettori, quelli con standard USB-C. Giovedì scorso, però, questo intento finora teorico si è concretizzato nella presentazione della proposta in via ufficiale.

Ormai da diverso tempo l’UE ha posto all’attenzione il problema dell’inutile abbondanza di tipologie di cavi elettrici per connettere i dispositivi, che poi restano nel cassetto o peggio ancora finiscono per non essere smaltiti adeguatamente dopo la dismissione del relativo device.

In aggiunta si pone un problema per i consumatori, che talvolta non riescono a trovare pezzi di ricambio per cavi un po’ meno recenti.

Uniformarsi ad un unico standard, che la Commissione Europea ha individuato nella tipologia USB-C, significherebbe ridurre notevolmente il volume di rifiuti elettronici causati da queste dinamiche consumistiche e agevolare gli utenti a trovare ricambi anche dopo qualche anno dall’acquisto.

USB-C potrebbe diventare lo standard obbligatorio in UE: cosa succede se passa la proposta

Al momento la Commissione ha presentato formalmente la proposta, che dovrà essere approvata e ratificata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea.

Se ciò avverrà, le aziende produttrici come Apple, Samsung, Xiaomi e Huawei avranno 24 mesi di tempo – a decorrere dalla data di adozione del provvedimento – per adeguarsi a questa nuova legge e adattare i propri dispositivi.

Come riportato da Il Post, “la proposta della Commissione impone anche alle aziende produttrici di permettere ai consumatori di comprare nuovi dispositivi elettronici anche senza un nuovo caricabatterie, con «maggiori vantaggi per i consumatori e una riduzione dell’impronta ambientale associata alla produzione e allo smaltimento dei caricabatterie».”