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In tutto il mondo c’è una grande carenza di microchip il che non è una novità visto che va avanti da diversi mesi, sostanzialmente dall’inizio della pandemia. I vari colossi del settore hanno cercato di impegnarsi per risolvere questo problema programmando investimenti importanti. Nonostante questi sforzi però, si parla di più sul lungo termine che sul corto.

Il risultato è abbasta deprimente. Se un po’ tutti i prodotti dotati di un microchip stanno soffrendo a livello di produzione, alcuni hanno problemi ben più gravi. Non si parla di PlayStation 5 o schede video, che comunque sono ancora praticamente impossibili da reperire, ma dell’industria dell’automobile. La lista di attesta è così lunga che gli analisti hanno preventivato una perdita di 110 miliardi di dollari di vendite nel settore a livello globale.

 

Carenza di microchip: una situazione complicata

Un esempio della carenza attuale di microchip? A luglio la lista di attesa per ricevere quanto ordinato era di sei giorni. Adesso si parla di ben 21 settimane, un tempo che non si raggiungeva da tempo. La situazione è abbastanza simile anche per i chip analogici e Broadcom. Al contrario invece, quelli legati alla gestione dell’alimentazione e altri componenti optoelettrici è migliorata sensibilmente.

La carenza di microchip è un problema allo stato attuale, ma potrebbe aver aperto gli occhi agli Stati Uniti e all’Europa visto il desiderio di investire maggiormente in casa per non doversi più affidare alla Cina per questo genere di prodotti. Come detto però, i risultati si vedranno solo tra un po’ di tempo e non subito.