Google Maps e Waze: addio a segnalazioni di posti di blocco e autovelox dal'1 Novembre?

Da anni a questa parte, la tecnologia fa sì che gli utenti riescano ad orientarsi per le strade del mondo tramite l’uso di alcune app. Ovviamente tra queste vi sono le veterane Google Maps e Waze le quali oltre ad indicarci la retta via, ci segnalano anche la presenza di posti di blocco ed autovelox lungo il percorso. Ebbene fra poco potrebbero non esserci più.

Google Maps e Waze: dal 1 Novembre cambia tutto

I due navigatori di Big G, ma in particolar modo Waze (diventato famoso per essere un navigatore social), come abbiamo precedentemente accennato, permettono di segnalare la presenza della polizia sulla strada, più o meno come fanno Nokia Here o Coyote. Alcuni Paesi europei però potrebbero introdurre delle limitazioni. Per fare un esempio, in Francia le Prefetture possono scegliere di bloccare notifiche di questa natura per un periodo di tempo stabilito.

Secondo un nuovo decreto approvato lo scorso aprile, nel Paese transalpino dal 1 novembre prossimo le autorità competenti potrebbero bloccare le segnalazioni di posti di blocco e autovelox in un periodo di tempo che va da 2 a 12 ore, non di più. Per giunta sarà uno stop localizzato: 2 chilometri di raggio nei centri urbani, 10 chilometri nelle zone rurali. Pertanto la scelta potrebbe scaturire in base a determinate operazioni di polizia, magari in caso di posti di blocco innescati in caso di rapimento o attacchi terroristici.

Ma c’è anche un’altra notizia, perché le limitazioni non varranno per le principali autostrade, bensì solo per quelle dipartimentali e comunali. La ragione? Rendere la vita difficile a malviventi e criminali, sempre attenti ai blocchi stradali in caso di fuga. Google dovrà dunque collaborare con le autorità al fine di garantire il blocco delle segnalazioni. Questo perlomeno accade in Francia. Chissà se anche in Italia succederà lo stesso.