Covid, la pandemia ha reso gli italiani più superstiziosi: via ai riti scaramantici

Gli italiani sono un popolo molto superstizioso e scaramantico, ma a quanto pare la pandemia da Covid in atto avrebbe aumentato tutto ciò. Secondo un sondaggio condotto da Swg, I superstiziosi in Italia, tra gli intervistati, sarebbero circa il 40%, di cui il 5% confessa di esserlo sempre e non solo in alcune situazioni.

Si andrebbe dai riti porta fortuna fino ad arrivare alle sedute da maghi, veggenti e chiromanti. Sempre secondo il sondaggio, nel 2015 era il 36% degli italiani a credere nella sfortuna, dato che invece è arrivato al 40% nel 2021, trend che sembrerebbe essere stato accelerato proprio dalla pandemia.

 

Pandemia e Covid: aumentano i superstiziosi

Lo studio conferma che si tratta di “una tensione e una ricerca verso modelli di spiegazione della realtà e di gestione della propria esperienza di vita che superano la dimensione della razionalità scientifica“.

 

Questo è quanto dichiarato a Il Messaggero da Anna Maria Giannini, docente di psicologia all’ateneo romano Sapienza e psicologa clinica dell’Ordine Psicologi Lazio:

La superstizione ha a che fare con le condizioni di maggiore incertezza e dubbio. La condotta superstiziosa si mette in campo perché è rassicurante. Tante persone, magari, dicono che non sanno se avere con sé un cornetto serva ad attirare la fortuna, ma nel dubbio lo tengono“.

Nel caso del Covid, abbiamo sperimentato una delle più grandi incertezze della nostra vita. La gente, colta da grande instabilità su un aspetto chiave della persona, la salute, quindi in condizioni di insicurezza, appunto, più facilmente ha fatto ricorso a meccanismi superstiziosi, in quanto rassicuranti e perché costano poco. Se lo si possiede, non costa nulla portare con sé un talismano, che si crede protettivo”.