asteroideNon è assolutamente una novità il fatto che la Terra sia a rischio di costanti collisioni di asteroidi. Questo è senza ombra di dubbio uno dei fattori che preoccupa più gli esperti, tanto che i suddetti continuano a studiare come evitare delle situazioni simili in futuro. Proprio a tal proposito, ci sono la Nasa e l’Esa che cercano di deviare con delle sonde delle possibili minacce che si possono scagliare sul nostro pianeta.

Attualmente l’attenzione è stata rivolta all’asteroide Bennu, ossia il primo ad essere stato raggiunto da una sonda spaziale. Il suddetto ha un diametro di 500 metri ed è dal 2018 che è oggetto di studi da parte degli esperti. Attualmente però, in base a dei recenti studi della Nasa, c’è la possibilità che possa diventare une vera e propria minaccia.

 

Asteroide: c’è la possibilità che possa scagliarsi sulla Terra, ma tra molto tempo

In base a ciò che dicono gli scienziati, Bennu incomincerà ad avvicinarsi al nostro pianeta entro il 2135 con una data di collisione che è stimata per il 24 settembre 2181. La probabilità che l’impatto avvenga è dello 0,034%. Sempre secondo gli studiosi americani la probabilità che Bennu possa impattare con la Terra sta aumentando con il tempo e il rischio di collisione entro l’anno 2300 ammonta allo 0,054%.

Anche se le probabilità sono comunque molto basse, è stata già programmata da parte della Nasa la missione spaziale di difesa chiamata AIDA (Asteroid Impact & Deflection Assessment). Durante questa missione, due veicoli spaziali vengono lanciati nello spazio con l’obiettivo di capire se è possibile deviare la traiettoria degli asteroide durante l’impatto cinetico. Questo esperimento verrà eseguito da Aim e Dart, le due sonde che sono destinate ad entrare nel sistema degli asteroidi Didymos per provare a testare questo dirottamento.