Talebani post Facebook

Facebook ha bannato i post in cui gli utenti esprimono la loro solidarietà ai talebani, anche su Instagram e Whatsapp. Anche se, su quest’ultimo non ci sono prove concrete del ban. Il ban è il risultato di una serie di normative che mirano a contenere e fermare la diffusione di contenuti che sostengono gli atti terroristici e i loro esponenti.

La strategia dell’azienda è stata messa in atto domenica, poco dopo la presa dell’Afghanistan da parte dei Talebani. Con la presa di Kabul, i Talebani hanno dichiarato il paese un “Emirato islamico”. Il presidente Ashraf Ghani ha abbandonato il palazzo presidenziale ed è fuggito in Tagikistan.

L’acquisizione della capitale ha avuto luogo poco dopo il ritiro ufficiale delle truppe statunitensi dall’Afghanistan, per ordine del presidente Joe Biden. Sono passati 20 anni dall’inizio degli attacchi militari sotto il terrore di Bush, in risposta a quanto accaduto l’11 settembre. I Talebani utilizzano i social media per diffondere i propri messaggi. Aziende come Facebook e Twitter devono affrontare gli account coinvolti, non possono chiudere un occhio in una situazione così delicata.

Afghanistan nelle mani dei Talebani, i social media decidono di schierarsi: interviene Facebook

“I talebani sono sanzionati come organizzazione terroristica dalla legge degli Stati Uniti e li abbiamo banditi dai nostri servizi secondo le nostre politiche sulla Dangerous Organization“, dichiara un portavoce della società a The Independent. Facebook ha anche notato che un team dedicato di esperti afgani, che sono madrelingua dari e pashto e hanno conoscenza del contesto locale, stanno aiutando l’azienda a identificare i problemi emergenti sulla piattaforma.

Il gigante della tecnologia ha affermato che la nuova politica entrerà in vigore su tutte le sue piattaforme, inclusi Instagram e WhatsApp. “Rimuoviamo gli account gestiti da o per conto dei talebani e vietiamo lode, supporto e rappresentanza“. Nel frattempo, secondo quanto riferito, YouTube di Alphabet ha affermato che si affida ai governi per definire le “organizzazioni terroristiche” (FTO) e stabilire le regole da parte della piattaforma contro questi gruppi violenti.

L’acquisizione dell’Afghanistan da parte dei Talebani fa temere che il gruppo militante possa reprimere la libertà di parola e i diritti umani, in particolare i diritti delle donne. I social hanno un compito fondamentale: evitare che questa repressione della libertà sia approvata anche altrove.