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Quasi un trilione di euro: questo è il valore delle cartelle non ritirate. Numeri “mostruosi” che rendono urgente una riforma della riscossione dei tributi con l’obiettivo di scalare la montagna degli arretrati. Il governo sta quindi pensando di rendere più mirati gli strumenti a disposizione del Fisco, a partire da un utilizzo più incisivo delle banche dati sui conti correnti per effettuare pignoramentimirati” ai debitori tributari.

Consentire al fisco quindi “di effettuare un massiccio accesso alle rendicontazioni del Registro, al fine di verificare preventivamente, evitando attività manuali, quali dei soggetti iscritti al ruolo (18 milioni in tutto) siano titolari di rendicontazioni sufficienti per procedere con la conseguenti pignoramenti”.

Come scritto anche su “il Messaggero”, una delle proposte è stata messa nero su bianco nel rapporto inviato dal ministero dell’Economia al Parlamento. “Attualmente”, si legge nel documento, “la maggior parte dei pignoramenti non consegue ad alcun risultato, perché i conti correnti dei debitori sottoposti a pignoramento sono insufficienti o, addirittura, non hanno saldo attivo”.

Stiamo quindi pensando di rendere più mirati gli strumenti a disposizione del Fisco, a partire da un utilizzo più incisivo delle banche dati sui conti correnti per effettuare pignoramenti.

Come dovrebbe comportarsi il fisco

Consentire al Fisco “di effettuare un massiccio accesso alle rendicontazioni del Registro, al fine di verificare preventivamente, evitando attività manuali, quali dei soggetti iscritti al ruolo siano titolari di rendicontazioni sufficienti per procedere con la conseguenti pignoramenti”.

Una considerazione a monte: la comunicazione dei saldi dei conti correnti da parte delle banche all’anagrafe dei conti correnti avviene una volta all’anno, il 15 febbraio dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le informazioni. Dati che rischiano di essere troppo vecchi per il fisco.

Pertanto, si legge nel documento elaborato dal ministero, “l’estensione delle finalità della trasmissione delle informazioni relative ai rapporti finanziari all’erogazione dei servizi e alle attività di raccolta consentirebbe una maggiore frequenza di trasmissione dei dati, che potrebbe diventare mensile“.