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Ancora una volta si torna a parlare di terze dosi e ancora una volta Pfizer cerca di spingere sull’approvazione di tale scelta. A questo giro propone nuovi dati sul risultato della somministrazione di una terza dose la quale è apparentemente in grado di fornire una protezione aggiuntiva importante contro la variante Delta. Quest’ultima ha dimostrato essere in grado di aggirare le difese fornite da questo trattamento.

I dati più importanti che sono stati pubblicati da Pfizer, dati in attesa di revisione da parte delle autorità sanitarie, indicano che in seguito alla somministrazione della terza dose il numero di anticorpi risulta essere il quintuplo di quelli dopo la seconda dose. Questo è valido per tutte le persone tra i 18 e i 55 anni, sintomi che funziona a livello generale.

 

Pfizer e la necessità di una terza dose

C’è una differenza sostanziale invece nella fascia di età tra i 65 egli 85. In seguito alla somministrazione della terza dose in questo caso il numero di anticorpi schizza alle stelle tanto che risulta essere più alto di undici volte rispetto a quelli sempre dopo la seconda dose. Tutto questo potrebbe portare il vaccino di Pfizer a contrastare la variante Delta con un’efficacia anche di 100 volte più alta.

Come detto, questi dati forniti da Pfizer devono ancora passare tra le mani tra le varie autorità sanitarie, soprattutto negli Stati Uniti. Se fossero corretti allora si potrebbe pensare verso una spinta proprio verso l’uso generale di una terza dose, ma manca altro. Non si parla solo di benefici, ma bisogna anche capire eventuali problemi con gli effetti collaterali.