blankUn gruppo di scienziati ha stravolto il concetto stesso di ricarica rapida, focalizzandosi sullo strumento utilizzato più che sulla potenzia necessaria per velocizzare l’intero processo. Già in fase di test il nuovo dispositivo alimentato dalle dita delle mani, come se fosse un vero e proprio caricabatterie.

Gli ingegneri dell’Università della California a San Diego hanno scoperto che una striscia sottile e flessibile posizionata sulla pelle genera elettricità grazie al sudore di chi la indossa. Potrebbe alimentare dispositivi come smartwatch e non solo. Oltre a generare elettricità dal sudore, le celle a biocombustibile (BFC) possono anche accumulare energia extra con l’aiuto di leggere pressioni delle dita (durante attività come digitare tasti o suonare il pianoforte).

“Prevediamo che questa tecnologia possa essere utilizzata durante qualsiasi attività quotidiana che coinvolga il tatto, mentre si è al lavoro, a casa, mentre si guarda la TV o mentre si mangia. L’obiettivo è che questo indossabile funzioni naturalmente, senza troppe forzature e procedure complesse”. Il professor Wang, e altri autori dello studio su questa nuova modalità di ricarica, descrivono questo sistema come il “Santo Graal” che aspettavamo da tempo.

Dita delle mani e polpastrelli: nuovo metodo di ricarica rapida che accumula energia grazie al sudore

Non si basa su alcuna fonte di energia esterna e irregolare come la luce solare o il movimento. I polpastrelli forniscono il luogo perfetto per applicare queste strisce così innovative, poiché hanno la più alta concentrazione di ghiandole sudoripare rispetto a qualsiasi altra parte del corpo umano. “La generazione di più sudore dalle dita probabilmente si è evoluta per aiutarci ad afferrare meglio gli oggetti”, dichiara il co-autore della ricerca, Lu Yin. “I tassi di sudorazione sulle dita possono raggiungere anche alcuni microlitri per centimetro quadrato al minuto. Questo è significativo rispetto ad altre parti del corpo”.

I BFC possono produrre 300 millijoule di energia per centimetro quadrato, rappresentando un significativo passo avanti. Come parte dei loro esperimenti, i ricercatori hanno utilizzato il dispositivo per alimentare un sistema di rilevamento della vitamina C. Potrebbe essere adattato per ricaricare i misuratori di glucosio. “Vogliamo rendere questo dispositivo indossabile, ad esempio con l’aiuto di un paio di guanti. Stiamo anche esplorando la possibilità di abilitare la modalità wireless per un rilevamento continuo”.