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Pfizer è attualmente impegnata a cercare di convincere il governo statunitense per l’approvazione di una terza dose di vaccino. Appena ci riusciranno, perché è quasi certo che il risultato finale sarà il suddetto, toccherà anche all’Europa. L’attuale situazione rende necessario tale approccio, anche per prepararsi a eventuali scenari ben più gravi, come ben più di una variante più pericolosa, come la Delta.

Una terza dose con Pfizer è già realtà in alcuni casi, come in Israele dove viene usata sulle persone più suscettibili al Covid-19. La perdita di efficacia del vaccino contro la variante sopracitata sta rendendo necessario tutto questo anche per le persone con un sistema immunitario non compromesso. Detto questo, le autorità devono ancora essere convinte.

 

Pfizer: una terza dose diversa

Il problema non è solo la variante Delta, ma il fatto che nel mondo ci sono alcuni moltissimi contagi ogni giorno e questo apre la possibilità della comparsa di nuove varianti un po’ ovunque. Visto quanto successo finora non è impensabile andare incontro a un ceppo ancora più difficile da contrastare e una terza dose servirebbe proprio per rendere questo scenario meno drammatico. Pfizer ci sta lavorando.

Con il fatto che sta lavorando non si intende solo a livello di approvazione della dose di richiamo, ma sta attivamente cercando di dare vita a un vaccino modificato più adatto a combattere la variante Delta e le possibili nuove varianti. Come con i vaccini antinfluenzali, si cercare di prevedere eventuali mutazioni così da anticipare il pericolo e non doverlo rincorrere. Il nuovo trattamento sta già avendo ottimi risultati apparentemente.