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La società statunitense ColdQuanta ha fatto sapere di essere riuscita a rendere operativo il prototipo di un processore quantistico con ben 100 Qubit utilizzando atomi raffreddati ad una temperatura prossima allo zero assoluto e manipolati poi utilizzando dei laser, il nome del prodotto è Hilbert e la sua commercializzazione è prevista per la fine dell’anno, non dopo aver effettuato una lunga catena di test per poi ottimizzare il tutto.

 

Approccio unico nel suo genere

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I processori quantistici stanno prendendo piede solo da un paio di anni e per la loro produzione vengono sfruttati vari approcci: superconduttori, trappole ioniche, fotonica e anche qubit in silicio, gli atomi freddi non avevano ancora fatto parlare di se nel mondo dell’informatica quantistica ed Hilbert con i suoi 100 qubit potrebbe avere tutte le carte in regola per competere con uno dei punti di riferimento più rilevanti del settore: il sistema Hummingbird di IBM da 65 qubit.

Ciò che fa ColdQuanta è sostanzialmente quello di raffreddare gli atomi a temperature mostruosamente basse, in modo da poter sfruttare le loro proprietà quantistiche con estrema precisione, trattandoli per l’appunto come qubit.

La rivoluzione è proprio qui, trattare gli atomi come qubit, essi infatti vengono raffreddati con una precisione nell’ordine dei microkelvin, tra 1K e 0K, e poi collocati nelle celle dei circuiti quantistici, avendo però gli atomi delle dimensioni di diversi ordini di grandezza inferiori rispetto ai qubit dei superconduttori, si può ottenere una densità di qubit decisamente superiore a parità di superficie, per intenderci, laddove un processore a superconduttori richiederebbe diversi metri quadrati, l’approccio ad atomi freddi a parità di condizioni richiederebbe un chiodo.