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Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature potrebbe spiegare il meccanismo alla base delle trombosi causate da AstraZeneca.

Il vaccino anglo-svedese è stato al centro di numerose polemiche per la possibile correlazione esistente tra la sua somministrazione e la comparsa di coaguli nei soggetti vaccinati. Per questo motivo, sin da subito si è cercato di fare chiarezza sull’esistenza di un effettivo legame causa-effetto e su quale potesse essere la ragione per cui questo avveniva.

Anzitutto, si tratta sicuramente di un effetto avverso estremamente raro, il che ha comportato non poche difficolta nello stabilire se si trattasse di un caso o ci fosse un vero e proprio collegamento tra i due eventi (somministrazione del vaccino e trombosi).

Gli scienziati hanno descritto il probabile innesco all’interno di uno studio, e questo sarà fondamentale per poter prevenire simili circostanze e trattare rapidamente chi ne risulta afflitto.

 

AstraZeneca, svelato il mistero dei coaguli: il rarissimo effetto collaterale si presenta per questi motivi

I ricercatori canadesi autori dello studio si sono concentrati su alcuni amminoacidi (i “mattoncini” che compongono le proteine) facenti parte della proteina PF4 presente nel sangue dei vaccinati. Questi, una volta individuati dagli anticorpi, interagiscono con essi attivando la cascata della coagulazione e determinando la formazione dei trombi.

I trombi sono coaguli di sangue che aderiscono alle pareti non lesionate dei vasi sanguigni, andando a ostruire il flusso circolatorio normale.

“Lo studio potrebbe aiutare i medici a riconoscere in modo rapido i coaguli da vaccino e agevolare i ricercatori a comprenderne le cause”, spiega Mortimer Poncz, capo della divisione di pediatria-ematologia del Children’s Hospital di Filadelfia.

Capire il meccanismo d’innesco della coagulazione permetterà di prevenire e trattare più celermente ed efficacemente la cosiddetta VITT, acronimo inglese di Trombocitopenia trombotica immune indotta da vaccino. Una condizione rara ma da tenere sotto controllo, al fine di evitare conseguenze gravi nelle persone in cui si manifesta.

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