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Per molto tempo si è parlato della possibilità di ricevere una terza dose dei vaccini. Non c’è mai stata una certezza in merito in quanto questi trattamenti nello specifico sono nuovi e non si conosce la durata delle difese che riescono a far produrre al nostro corpo. A grandi linee comunque si parlava di un anno, o anche solo sei mesi, per ricevere il richiamo, perlomeno per i vaccini Pfizer e Moderna.

Un nuovo studio sembra aver dimostrato che i due vaccini in questione a mRNA offrono una protezione in grado di durare diversi anni, perlomeno per chi ha ricevuto le due dosi già programmate. Si tratta di un’informazione importante di per sé, ma che non tiene conto di un altro aspetto non ignorabile ovvero il pericolo delle varianti. Quest’ultime hanno dimostrato di essere una sfida maggiore ai vaccini migliori, come Pfizer.

 

Pfizer e Moderna: la terza dose

La variante Delta sta risultando una sfida maggiore visto che molti casi registrati sono tra persone già vaccinate, anche con due dosi. Per fortuna allo stato attuale non crea eccessivi casi che necessitano di un’ospedalizzazione, ma c’è comunque il rischio. Da questo punto di vista potrebbe essere necessario l’arrivo di versioni di Pfizer e Moderna modificate per essere più efficaci contro il ceppo in questione ed eventuali future.

Tornando alla protezione dei vaccini di Pfizer e Moderna, è stato visto come sono in grado di permettere alla cellule B utili a combattere il virus a continuare a svolgere un lavoro di vitale importanza fino a 12 mesi. Tra l’altro, ci sono altri aspetti oltre agli anticorpi che garantiscono una protezione con il SARS-CoV-2, ma rimane il fatto che a questo punto è troppo presto per poter capire cosa succederà tra pochi mesi.