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Credits: Cointelegraph

La criptovaluta meme Dogecoin ha ricevuto un enorme boost nel giro di appena un anno di vita, con un’ascesa determinata prevalentemente dall’intenzione del tycoon Elon Musk di investire sulla crypto.

Il principio su cui si fondano le valute di questo genere consisterebbe nella loro decentralizzazione (cosa che non avviene nel sistema monetario cui facciamo riferimento oggigiorno). Ma di fatto risultano ancora troppo influenzabili dalle parole di pochi investors, che riescono a far salire o scendere le curve di mercato con pochissimi tweet.

Ed è quello che sta accadendo in queste ore con Dogecoin, la crypto di cui Musk stesso si è definito Dogefather, avviando un dialogo con i suoi sviluppatori per ottimizzarla e cercare di renderla un progetto più solido rispetto alle iniziali prospettive. Purtroppo, però, la valuta è stata vittima di un fraintendimento a causa di un tweet “molesto” di Elon Musk (che forse ci ha preso gusto a guardare le oscillazioni che provoca con poche frasi). Cosa che ha portato la capitalizzazione dei Doge a precipitare, mentre sale il numero di investitori di un’altra crypto, lo Shiba Inu.

Shiba Inu, perché Musk ha scritto quel tweet ambiguo

Shiba Inu è la memecoin della memecoin, ossia una crypto nata da pochi mesi che ha sfruttato l’ascesa dei Dogecoin (che hanno proprio questa razza canina, lo Shiba Inu, a rappresentarli) per entrare nel mercato delle criptovalute.

Qualche giorno fa, Elon Musk ha scritto questo tweet:

destando l’attenzione di non pochi investitori, e facendo loro temere che il magnate stesse virando dal tanto paventato Dogecoin in direzione di questa nuova crypto, lo Shiba Inu.

In realtà, si è trattato di un fraintendimento bello e buono: ieri mattina Musk ha infatti risposto ad un tweet in merito alla proposta della modifica della policy delle fee di Dogecoin affermando esplicitamente “Important to support”.