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La bozza conclusiva della riforma fiscale prodotta dalle commissioni Finanze di Camera e Senato è stata stesa, ma si pone in un precario equilibrio tra posizioni differenti e contrastanti provenienti dall’interno del Governo.

Solo sulla riforma dell’Irpef c’è già un accordo comune, a seguito della conclusione dell’indagine conoscitiva condotta negli scorsi mesi. Su Flat Tax e soprattutto sulla tanto dibattuta patrimoniale, invece, si continua a discutere. Il documento attualmente consta di 21 pagine ma, come tiene ad avvertire il deputato di Italia Viva Luigi Marattin, risulta ancora “assolutamente preliminare e incompleto”.

Patrimoniale, che destino per la tassa?

La questione dovrà essere risolta in breve tempo, se si vorrà presentare una proposta ben strutturata entro fine luglio, data entro la quale il governo dovrà costruire la legge delega sulla base di questa bozza (come da disposizioni del PNRR).

Al momento sulla patrimoniale – che ricordiamo andrebbe ad intaccare chi abbia patrimoni da 1,5 milioni di euro in su – si trova d’accordo solo Leu, mentre il Pd punta più ad una tassa di successione. Quest’ultima consisterebbe nel “portare al 20%, con la franchigia di 1 milione di euro per ogni beneficiario, l’aliquota per i trasferimenti in favore del coniuge o di parenti in linea retta di ammontare superiore a 5 milioni di euro”.

Questo permetterebbe di finanziare l’istituzione di una “dote di autonomia” da destinare ai neo 18enni provenienti da famiglie a basso reddito, che consisterebbe in 10.000 euro da spendere per la propria formazione negli anni successivi.

Entro breve tempo dovrà quindi essere trovato un accordo definitivo per iniziare a sfruttare il denaro proveniente dal Next Generation EU.