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Continua la diatriba sulle tasse impagate che dovrebbero raggiungere gli italiani non in regola da diverso tempo. I contribuenti in debito con il Fisco si trovano ora sotto scacco. Infatti è in scadenza la proroga al 30 giugno delle cartelle esattoriali. Non c’è più tempo e urge una soluzione da parte del Governo.

 

Fisco: pronte 60 milioni di cartelle esattoriali

Sono lì, già belle che pronte circa 60 milioni di cartelle esattoriali che il Fisco dal 1 luglio potrà recapitare a tutti i contribuenti che non hanno regolarizzato i loro pagamenti con l’Erario.

Una situazione non certo facile perché, sebbene tra questi ci siano i soliti furbetti che ce l’hanno come vizio quello di evadere, molte famiglie, a causa dell’emergenza sanitaria, sono impossibilitate a pagare il Fisco.

Urge perciò una soluzione rapida capace di soddisfare sia le esigenze di coloro che non sono in condizioni di onorare le tasse, sia la necessità del Fisco di rientrare con quelle cartelle esattoriali che da anni risultano impagate.

 

La soluzione più facile che non è risolutiva

Ovviamente la soluzione più facile, ma non risolutiva, è quella che, con molta probabilità, sta per essere approvata. Infatti per il Governo Draghi oggi, lunedì 28 giugno, è il termine ultimo. Questo affinché il Fisco non dia il via a tutte le cartelle esattoriali in attesa di raggiungere i loro destinatari.

L’idea è quella di integrare la proposta con un’ulteriore proroga, questa volta con scadenza al 31 di agosto. Così facendo ci saranno ulteriori mesi di respiro per i contribuenti e per il Fisco che potrà valutare le migliori azioni di riscossione.

Matteo Salvini, in merito ha twittato: “Verso la proroga delle cartelle esattoriali al 31 agosto, con scaglionamento degli invii, e avanti con il rifinanziamento della legge Sabatini per le agevolazioni alle piccole e medie imprese che investono in nuovi macchinari, come richiesto dalla Lega“.

Ovviamente ci sono anche programmi che prevedono rottamazione, saldo e stralcio e annullamento. Insomma un vero e proprio addio alle cartelle esattoriali, ma solo ad alcune e con determinate caratteristiche. Così facendo si ridurrà anche la mole di lavoro altrimenti impossibile del Fisco.