Microsoft, Windows 11, Windows 10, sistema operativo, update, requisiti minimiMicrosoft ha registrato e analizzato l’attività cerebrale di alcuni suoi utenti mentre utilizzano Windows 11.

La società ha lanciato il suo nuovo sistema operativo, portando con sé una nuova interfaccia utente e un nuovo menu di avvio. Inoltre, una migliore integrazione con i giochi per Xbox e altre funzionalità. “Letteralmente, iteriamo, iteriamo, iteriamo fino al punto in cui misuriamo il cervello, misuriamo la gioia. Fondamentalmente, stiamo misurando come si sentono le persone quando usano il prodotto in ogni singolo dettaglio”. “Quello che facciamo è far sedere le persone di fronte ai nuovi prodotti e loro li usano. E poi misuriamo le diverse aree nel cervello. Ci poniamo domande e fondamentalmente correliamo le sensazioni con il pensiero”.

Il team Human Factors di Microsoft è il responsabile della misurazione della risposta del cervello umano a Windows 11. I dati raccolti sono utilizzati anche per sviluppare altri prodotti Microsoft, come i controller per Xbox e le cuffie HoloLens con realtà virtuale. La società ha accesso a “tracker biomeccanici in grado di misurare il movimento umano a meno di un millimetro e scansionare immagini con una precisione inferiore al millimetro”, afferma Microsoft.

Windows 11: testato il livello di gradimento per il nuovo sistema operativo registrando l’attività cerebrale

Durante la pandemia, il team ha incrementato le ricerche su come lavorano le persone, un obiettivo della riprogettazione di Windows 11. Aspetto evidente nelle nuove funzionalità come il software per videoconferenze su Teams integrato, così come Snap Groups per passare rapidamente da una raccolta di app all’altra.

“Lo Human Factors Lab di Microsoft ha cercato di trovare una soluzione per affrontare la fatica, una preoccupazione pressante nella nostra nuova era di lavoro da remoto”. 14 persone hanno preso parte a numerosi incontri indossando apparecchiature per l’elettroencefalogramma (EEG) per monitorare l’attività nel loro cervello. “La sfida è essere in grado di capire ciò che le persone fanno in una situazione specifica”, afferma Edie Adams, direttore presso lo Human Factors Center di Microsoft. “Dobbiamo comprendere tutti questi aspetti in modo da poter essere sicuri che i nostri prodotti soddisfino le esigenze degli utenti”.