La Reuters non ha dubbi: Apple car è alle porte, al punto che il colosso degli iPhone sarebbe già in fase avanzata di trattative con la CATL, il più grande produttore di batterie per autoveicoli al mondo, e la BYD, il numero 4 del pianeta.

La notizia arriva dopo le ultime indiscrezioni sul fatto che il progetto dell’automobile di Apple continua a perdere pezzi. E ci sono anche indicazioni sulla trattativa stessa: Apple vorrebbe batterie prodotte negli Stati Uniti, ma i fornitori no. Ecco i dettagli.

 

Apple Car: il progetto si concretizza

Le tre aziende si sono rifiutate di commentare la notizia. E la stessa Apple non ha ancora fatto un annuncio pubblico sui suoi piani automobilistici. Però la CATL, che già fornisce batterie alle principali case automobilistiche del mondo, Tesla compresa, più volte si è dichiarata riluttante a costruire una fabbrica negli Stati Uniti a causa delle tensioni politiche tra Washington e Pechino, senza contare le preoccupazioni che derivano dai costi di produzione. Su questo invece la BYD non si è pronunciata.

Alla notizia del possibile accordo però le azioni della BYD hanno spiccato il volo, in rialzo del 5,4% alla Borsa di Hong Kong nel e del 6,5% a quella Shenzhen. Stesso discorso per la CATL che è riuscita a invertire l’andamento in perdita facendo segnare un clamoroso 0,5% in più. Di certo sappiamo, secondo Reuters, che Apple è favorevole all’utilizzo di batterie al litio ferro fosfato che sono più economiche da produrre perché usano ferro invece di nichel e cobalto che sono più costose. Così com’è nota la data del debutto dell’attesissima Apple Car: 2024.

La notizia delle trattative per la produzione di batterie fra l’altro arriva in un momento particolare: ora il governo degli Stati Uniti sta cercando di attirare la produzione di veicoli elettrici entro i suoi confini. Il piano infrastrutturale da 1,7 trilioni di dollari proposto dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden include infatti un budget di 174 miliardi di dollari per potenziare il mercato nazionale dei veicoli elettrici. Il tutto con crediti d’imposta e sovvenzioni varie per i produttori di batterie.