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Con l’ascesa del Bitcoin e delle altre criptovalute il fulcro dei discorsi è sempre e solo investimento. Investire può essere sicuro oppure è un azzardo? Tutti si concentrano sul fatto che i Bitcoin, così come altre valute, siano volatili. Tuttavia il problema più grosso non è questo, ma il futuro. Infatti estrarre questa criptovaluta farebbe decisamente male all’ambiente creando conseguenze spaventose per l’ecosistema. Ecco i dettagli frutto di uno studio accurato.

 

Bitcoin Energy Consumption Index valuta l’impatto ambientale della criptovaluta

Bitcoin Energy Consumption Index è il primo, e per ora unico, indice in grado di valutare l’impatto ambientale della criptovaluta. Realizzato da Alex de Vries, economista olandese, ha evidenziato come i processi di estrazione di questa moneta digitale consumavano già nel 2017 l’equivalente del consumo di energia dell’intera Irlanda.

Stiamo parlando di più di 30 terawattora all’anno. Un’enormità spaventosa se si pensa che, secondo calcoli recenti, oggi la produzione di Bitcoin impegna la stessa quantità di energia che serve a tutta l’Argentina.

Sempre più operazioni saranno aggiunte per poter minare i Bitcoin e sempre più violento sarà l’impatto di questo processo sull’ecosistema. Qualche giorno fa proprio con un tweet, Elon Musk ha chiuso la possibilità, precedentemente aperta, di acquistare auto Tesla con Bitcoin. Questo per la mancanza di ecocompatibilità tra le sue vetture e la criptovaluta.

Una decisione che ha fatto crollare a picco la quotazione di Bitcoin facendo perdere a Musk circa il 24% del suo capitale. Ciò dimostra come il problema inquinamento legato al mining sia grave a tal punto da aver fatto fare un passo falso al patron di Tesla.

Non stupisce quindi che l’amministrazione Biden non sia per nulla favorevole ai Bitcoin. A inizio mese infatti proprio Janet Yellen, Segretario al Tesoro Usa, aveva dichiarato in merito a Bitcoin: “La quantità di energia necessaria per produrla è sconcertante“. Quindi è il caso che si prendano provvedimenti sviluppando nuovi metodi di estrazione che siano ecologici ed evitino un consumo così esagerato di energia elettrica.

FONTEil Giornale