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Continuano le prese di posizione di molte banche spesso a svantaggio dei clienti. Sicure di una posizione privilegiata modificano le condizioni affinché si faccia come vogliono loro. Ad esempio UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL. Spaventate dalla BCE, ecco cosa stanno facendo ai vostri conti correnti. Se non siete d’accordo o avete dubbi meglio chiudere il conto e cercare un altro Istituto di Credito.

 

UniCredit insieme a Intesa Sanpaolo e Bnl sono alla ricerca della soluzione perfetta

Secondo la Banca Centrale Europea (BCE) molte banche nascondono i problemi sotto il tappeto. Infatti in questi ultimi mesi le decisioni prese nei confronti di alcuni loro clienti sembrerebbero inspiegabili.

Unicredit, così come Intesa Sanpaolo, stanno cercando di convincere i clienti a investire i loro risparmi così da farli fruttare. In pratica non vogliono più trovarsi a gestire somme di denaro in giacenza che non rendono. Ecco perché propongono investimenti senza commissioni e con obbiettivi in positivo. Meglio ricavi vicino allo zero piuttosto che cifre silenti.

Unicredit inoltre ha provveduto all’introduzione di una “commissione di giacenza” per tutti i conti correnti attivi di imprese che hanno in giacenza cifre superiori ai 100mila euro. Si parla di un canone pari a 30 euro al mese.

Come Unicredit anche BNL ci va giù pesante. Infatti per tutti i conti correnti impresa che superano il milione di euro, ha introdotto una quota trimestrale da versare pari a 1.000 euro. Insomma pare proprio che troppo denaro in giacenza alle banche ultimamente non faccia comodo.

In sostanza gli obbiettivi di Unicredit, Intesa Sanpaolo e BNL, così come altri istituti di credito, sono essenzialmente 2:

  1. ridurre nel pacchetto clienti i conti correnti con importi in giacenza privi di forme di investimento attive;
  2. recuperare utili da un conto corrente impresa che supera determinate soglie di denaro depositato.

Si può quindi evincere che la BCE con le sue regole sta mettendo alle strette queste banche. Nondimeno i provvedimenti che stanno prendendo non sembrano essere a favore dei correntisti.

FONTECorriere della Sera