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Xiaomi salvata da Biden: non è più una compagnia militare comunista

Poco prima del cambio di presidente negli Stati Uniti, Trump decise all’ultimo di includere anche Xiaomi nelle lista nera delle compagnie cinesi. L’accusa l’aveva designata come compagnia militare cinese comunista. Adesso, la nuova amministrazione ha deciso di toglierla dalla lista. Un’ottima notizia visto la possibilità che c’era per diventare come Huawei.

C’è da sottolineare che le due parti hanno parlato, nello specifico il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti con Xiaomi. Quello che è venuto fuori è che togliere il nome dalla lista nera sarebbe stato appropriato visto le informazioni assenti per quanto riguarda possibile azioni contro gli USA o gli altri paesi.

La firma ufficiale per rimuovere il nome di Xiaomi avverrà solo il 20 maggio, ma ovviamente la notizia è già stata presa bene visto che le azioni del colosso cinese sono salite di più del 6% in generale.

 

Xiaomi fuori dalla lista nera degli Stati Uniti

Questo cambiamento vale solo per Xiaomi e non c’è speranza di vedere succedere lo stesso anche per Huawei. I collegamenti tra quest’ultima e il governo cinese sono molti, anche quelli documentati. Si potrebbe definire senza problemi una compagnia militare cinese comunista. Un aspetto critico che manca per potere definire Xiaomi così era la mancanza di una proprietà condivisa o interamente dei militari.

Finora, l’inserimento di Xiaomi nella lista aveva bloccato un blocco degli investimenti, anche solo comprare azioni quindi, negli Stati Uniti. Da qui si spiega anche l’aumento di valore delle suddette visto la possibilità per gli americani di riprendere il movimento di soldi.

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Pubblicato da
Giacomo Ampollini