polmoni chip

La pandemia da COVID-19 ha spinto tutta la comunità scientifica ad andare alla ricerca di soluzioni che possano consentire di trattare la patologia in maniera completa e risolutiva. Sono numerose le proposte di farmaci o trattamenti da utilizzare per alleviare la sintomatologia da COVID-19 ma oggi, due studi, presentano i nuovi polmoni su chip che potrebbero non solo aiutare a studiare meglio gli aspetti ancora ignoti di questa malattia, ma potrebbero anche diventare dei veri e propri laboratori miniaturizzati all’interno dei quali produrre farmaci contro di essa.

Questi due studi, pubblicati sulle riviste scientifiche Nature Biomedical Engineering e PNAS, hanno presentato questi nuovi polmoni su chip che, sviluppati durante la pandemia, serviranno per studiare le malattie respiratorie più comuni oltre che per accelerare lo screening di nuovi farmaci in grado di arginare il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Si tratta di due studi indipendenti nel primo dei quali, gli studiosi hanno sviluppato un polmone su chip formato da due canali paralleli separati da una membrana porosa. Questa piattaforma così innovativa è stata utilizzata per valutare l’efficacia e la sicurezza di otto farmaci già in uso contro varie malattie.

Il secondo studio, invece, ha presentato un modello innovativo di alveoli polmonari su chip. Mentre quelli precedenti si basavano su superfici piatte, quelli presentati in questo studio, permettono di coltivare in 3D due tipi di cellule. In questo caso, la piattaforma è stata utilizzata per studiare gli effetti di SARS-CoV-2 sulle cellule dei polmoni, indagando l’effetto di farmaci come l’antivirale remdesivir. Si tratta due invenzioni davvero straordinarie e che forse, dopo così tanti mesi, potrebbero finalmente cambiare le carte in tavola permettendoci di vincere questa infinita partita contro questo temibile nemico invisibile.

FONTENature Biomedical Engineering