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Un nuovo studio portato avanti da un team composto da ricercatori danese e norvegesi, due tra i paesi con il sistema sanitario più avanzato al mondo, hanno estrapolato nuovi dati per quanto riguarda il rischio di effetti collaterali con il vaccino di AstraZeneca. I dati sono sostanzialmente in linea con quelli dell’EMA, ma sono utili per creare una valutazione globale più precisa.

Nello specifico, i risultati sul vaccino di AstraZeneca mostrano che nei primi 28 giorni il rischio di trombosi venosa centrale nel cervello aumenta. Si parla di 1 caso ogni 40.000 prime dosi somministrate. Per i casi di trombosi venosa, i coaguli di sangue, si parla di 1 caso aggiuntivo ogni 9.000. Per arrivare a questi risultati hanno preso in esame 281.264 persone vaccinate con il vaccino di AstraZeneca. Si parla di persone con l’età che va dai 18 ai 65 anni.

 

AstraZeneca: la possibilità di effetti collaterali secondo un nuovo studio

Le parole dei ricercatori: “Questo è uno studio completo che è stato condotto rapidamente e con alta qualità. L’eccellente collaborazione con i ricercatori danesi è stata di vitale importanza. La Norvegia e la Danimarca hanno registri sanitari di buona qualità, aggiornati e di alta qualità. Tali studi sono importanti per confermare o smentire i segnali di sospette reazioni avverse da segnalazioni di eventi avversi spontanei. Dati affidabili sul verificarsi in background delle condizioni rilevanti sono importanti per contestualizzare i risultati. Non c’è contraddizione tra i nostri risultati e la valutazione del vaccino da parte dell’Agenzia europea per i medicinali. Sebbene possano verificarsi effetti collaterali rari e gravi, l’EMA ha affermato che il beneficio complessivo del vaccino supera il rischio.”