Tesla

Elon Musk non finisce mai di stupire. Recentemente Tesla ha acquisito un brevetto per le batterie auto a soli 3 dollari abbattendo i costi di produzione del 75%. Non solo, ma in questo modo ha anche messo a tacere le accuse mosse alla sua Gigafactory di Berlino. Ecco tutti i dettagli nello specifico per capire cosa sta succedendo nel mondo Tesla e gli scenari che si apriranno nel mondo automotive.

 

Un brevetto per produrre batterie che abbatte i costi: ecco il recente acquisto di Tesla

Dopo aver acquistato Bitcoin per un valore di 1,5 miliardi di dollari e averne venduti una parte realizzando un ingente guadagno, ecco un’altra mossa che si è rivelata vincente. Recentemente infatti, sotto la direttiva di Elon Musk, l’azienda produttrice di auto elettriche aveva acquistato delle domande di un brevetto a soli 3 dollari.

Si tratta di una ricerca avviata dalla Springpower International, ramo d’azienda della Highpower International, che aveva il compito di brevettare soluzioni ecologiche per la realizzazione di batterie volte a ridurre i costi di produzione. Tuttavia il colosso cinese dopo soli sei mesi decise di abbandonarla ritenendo i progetti non realizzabili in tempo utile a coprire gli investimenti e produrre guadagni. Ed è qui che entra in gioco Elon Musk con Tesla aggiudicandosi le 3 domande del brevetto di ciò che Springpower International aveva studiato:

  • Processo innovativo per la produzione di materiali catodici per batterie ricaricabili agli ioni di litio” (US 62 / 899,677);
  • Processo per il recupero di materiali da batterie al litio ricaricabili esaurite” (US 62 / 951,735);
  • Metodo per produrre materiali catodici per batterie agli ioni di litio“(US 62 / 652,516).

Una scelta vincente perché ha permesso a Tesla di abbattere i costi produttivi del 75% non solo riducendo il consumo di acqua, necessaria nella produzione, ma anche l’inquinante che ci finiva dentro. Infatti il processo inventato dalla Springpower International provvede a riciclare depurando quell’acqua. Pare addirittura che Tesla abbia acquistato direttamente l’azienda.

Una scelta che ha messo a tacere le male lingue che accusavano la Gigafactory di Tesla a Berlino di consumare troppa acqua per la produzione delle batterie.

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