materia oscura

In cosmologia con la definizione materia oscura si fa riferimento ad una ipotetica componente di materia che, diversamente dalla materia conosciuta, non emetterebbe radiazione elettromagnetica e dunque, sarebbe rilevabile, indirettamente, solo attraverso i suoi effetti gravitazionali. Sembra però, che per rilevare la materia oscura, possano essere utilizzati anche gli esopianeti.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulle pagine della autorevole rivista scientifica Physical Review Letters. La ricerca in questione riporta la firma di un team di scienziati del Center for Cosmology and Astroparticle Physics dell’Università Statale dell’Ohio. Secondo i ricercatori americani gli esopianeti, i pianeti esterni al Sistema solare, potrebbero essere utili per intercettare e rilevare la materia oscura. Questi pianeti, infatti, grazie alla loro gravità, catturano la materia oscura. Quest’ultima, a sua volta, nel momento in cui viene catturata dalla gravità del pianeti, si “annichilisce” e tende a rilasciare verso l’esterno la propria energia sotto forma di calore.

Il rilascio di questa energia e la genesi di questo riscaldamento addizionale potrebbero, a loro volta, essere intercettati dai telescopi come, ad esempio, il futuro telescopio della NASA James web che lavora all’infrarosso e che, dunque, riesce a misurare anche la temperatura dei pianeti più lontani. Si tratta di un metodo che, in particolare, ci consentirebbe di rilevare la materia oscura “chiara”, ossia quella che possiede una massa più bassa. Inoltre, per mettere in pratica questo metodo, bisognerebbe analizzare soprattutto i pianeti che si trovano nel centro della nostra galassia poiché la densità della stessa materia oscura tende ad aumentare notevolmente in quest’area.

FONTEPhysical Review Letters