Unicredit

Il Covid-19 non sta aiutando l’economia e questo lo sapevamo già, ma sta anche mettendo in seria difficoltà le banche. Queste ultimi si trovano costrette a prendere decisioni impopolari che non piacciono ai loro correntisti. La prima che ha suscitato scalpore e polemiche è stata Fineco che sta chiedendo i conti correnti di chi ha depositato più di 100 mila euro senza forme di investimento o finanziamento attive. Ora è il momento di Unicredit che sta facendo infuriare i suoi clienti. Chi ha un conto corrente aperto con questa banca è meglio che verifichi subito. Ecco tutti i dettagli.

 

Unicredit aumenta il canone del conto corrente e la colpa sarebbe la crisi economica

In pratica Unicredit sta aumentando il canone mensile di tutti i clienti che hanno attivo un conto corrente My Genius. Addio convenienza per questa opzione perché si parla di circa un 70% in più passando da 1,78 euro a 3,03 euro per il canone base. E non è tutto, perché a mandare su tutte le furie gli utenti sono anche le motivazioni.

Questa modifica unilaterale Unicredit l’ha giustificata così: “Si è verificato un peggioramento delle condizioni economiche di gestione della liquidità di conto corrente. Peggioramento acuito dal sensibile aumento dei volumi dei depositi registrato nell’ultimo anno“.

Quindi il problema per Unicredit, ma come per altre banche, sarebbero i risparmi. Gli italiani avrebbero troppi soldi sul conto che pesa alle casse degli istituti di credito. Questo perché ciò ha un costo che devono riconoscere alla BCE.

 

A Federconsumatori questa politica non piace

A intervenire in favore dei clienti è Federconsumatori, a cui questa politica non piace. Parla di “una vera e propria ipotesi di cartello degli istituti” e questa volta “è il turno di Unicredit”. La preoccupazione è quella che anche altre banche si stiano muovendo nella stessa direzione pensando a modifiche unilaterali per i propri clienti.

Ovviamente per ora tutto è ancora in divenire, ma diverse fonti dichiarano che a tutela dei risparmiatori si siano già mossi anche l’Antitrust, la Consob e sia stata interpellata pure la Banca d’Italia.

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