Unicredit, BNL, BMP e SanPaolo: addio improvvisamente al conto corrente

Fino a qualche mese fa, era possibile per gli istituti bancari chiudere un conto corrente unilateralmente. Questo significa che Unicredit, Intesa Sanpaolo (che si sono ritrovate a farlo in questi ultimi anni) o qualsiasi altra banca sul territorio italiano poteva decidere di terminare, di fatto, il rapporto con il cliente chiudendo il suo conto, senza tener in considerazione il suo parere.

L’apertura di un conto corrisponde alla stipula di un contratto tra chi offre il servizio, ossia l’istituto di credito, e chi usufruisce di quel servizio, cioè il cliente. Nel momento in cui quest’ultimo viene meno alle condizioni contrattuali, la banca può decidere di venir meno al contratto in maniera del tutto legittima.

Ma d’ora in poi le cose potrebbero cambiare: è infatti allo studio del Governo una misura per impedire la chiusura coercitiva e unilaterale del conto, costringendo le banche a confrontarsi comunque con un’autorità giudiziaria prima di agire.

Unicredit, Sanpaolo e BNL non potranno più chiudere i conti all’improvviso: la legge è allo studio del Governo

E’ giusto precisare che non si tratta di un’evenienza frequente, e che solitamente viene attuata solo a fronte di gravi inadempienze del cliente, soprattutto nei confronti del Fisco.

Simili provvedimenti vengono infatti presi quando la banca non è più certa dell’affidabilità del proprio cliente, e pertanto decide di produrre un’ampia documentazione a giustifica della chiusura coercitiva del conto.

A breve, però, potrebbe non essere più possibile agire nello stesso modo: le banche non potranno più essere autonome nella decisione e dovranno passare attraverso un iter più lungo, che coinvolgerà anche il cliente stesso, per ottenere l’eventuale cancellazione del contratto di permanenza in essere del conto corrente.