truffa diamanti

Dopo anni dall’inchiesta che ha fatto emergere chiaramente la truffa dei diamanti, non tutti i clienti sono stati rimborsati e i “patteggiamenti” sulla quantità di denaro da restituire sono ancora in corso.

Un raggiro di dimensioni mastodontiche, che all’inizio dello scorso anno ha condotto al sequestro preventivo di ben 700 milioni di euro fra le due società di rivendita del bene e le banche coinvolte. Un incubo che non sembra voler finire per i risparmiatori caduti nella trappola tesa da questi truffatori.

Unicredit, Banco BPM, Monte dei Paschi, Intesa Sanpaolo e Banca Aletti sono ora sotto accusa per aver raggirato i propri risparmiatori con una truffa davvero ben congegnata. La mente di tutto questo è da individuarsi in due società di rivendita dei diamanti, la IDB (Intermarket Diamond Business) e la DPI (Diamond Private Investment).

Si tratta di due società nel mercato della compravendita di diamanti, e costituiscono gli artefici della truffa poi proposta ed attuata in collaborazione con le banche stesse.

Oltre 19.000 sono i clienti che attendono il risarcimento. Ma in cosa consiste il raggiro?

UniCredit, BPM e Sanpaolo sotto accusa per la truffa ai clienti

Con la complicità degli intermediari, le banche in questione hanno convinto i propri clienti ad investire nel mercato dei diamanti, promettendo loro guadagni stellari e interessi notevoli, più alti di qualsiasi titolo di Stato.

C’è un però: i dati mostrati a riprova della bontà di questo investimento erano totalmente fasulli. I clienti non potevano accorgersene, perché si trattava di un’inserzione pubblicitaria tra le pagine di borsa di un giornale locale, pertanto appariva anch’essa un’immagine esplicativa dell’andamento della borsa.

In realtà già all’epoca (ossia 6/7 anni fa) il mercato dei diamanti stava registrando un enorme calo, ma sfruttando l’ignoranza in materia dei clienti, le società convincevano soprattutto i piccoli contribuenti ad investire in tal senso. Per poi ritrovarsi con un pugno di mosche, e non essere neppur certi che questi diamanti su cui hanno investito esistano davvero.